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LA CLESSIDRA DEL TEMPO

Corsi stagione 2012/13

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LA STAMPA SCRIVE DI NOI


**********************************
Diversi articoli sulle attività, corsi
tornei, di Notarstefano Tommaso
dal Sito di Sport e News


Gli Scacchi sono la "Pietra di
paragone" dell'intelletto.
J.W. Goethe.
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Quelli che ballavano erano visti
come pazzi da quelli che non
sentivano la musica.
(Friedrich Nietzsche)


Ecco cosa è imparare, non importa
se si perde la partita, ma conta come
la si perde e in che modo mutiamo
noi a causa di questa sconfitta,eppoi
conta quel che ne ricaviamo,qualcosa
che prima non avevamo e che
potremo applicare ad altre partite.
Perdere in certo qual modo curioso....
è vincere ! (R.Bach).

IL MIO PENSIERO


VIVO IL PRESENTE,
SOGNO IL FUTURO.
MA HO IMPARATO DAL PASSATO.

Alcune parole stanno scomparendo dalle nostre conversazioni: diritti, domani, progresso, rispetto, famiglia, integrità, felicità, amicizia. Le rare volte che le si ascolta il loro significato rimane comunque ignoto, elitario....

MESSAGGIO UNIVERSALE

VIDEO-LUCERA LA MIA CITTA'

LA MIA FEDE

IL SIGNORE E' MIO PASTORE

MISSION CHIAPAS - S.O.S.

 LEGGI L'ARTICOLO
Prendete la mia eredità
così non pagherete
le tasse...(Un povero Cristo)

Insegnami la dolcezza
ispirandomi la carità,
insegnami la disciplina
dandomi la pazienza
e insegnami la scienza
illuminandomi la mente.
(S.Agostino)

 IL SITO UFFICIALE





Il nostro sogno è quello di veder sorridere i bambini di Ixtacomitàn, uno dei 118 municipi che costituiscono lo stato del Chiapas, in Messico. Vorremmo dar vita ad una struttura sanitaria che possa accogliere le ragazze madri ed i loro bambini. Un luogo che possa dare una opportunità a chi non ne ha mai avuta una. Personale specializzato che riesca ad insegnare alle giovani mamme ed ai loro piccoli a costruirsi un futuro nella loro terra. Le suore missionarie francescane hanno acquistato il terreno; mentre su facebook i ragazzi “Germogli di Futuro” hanno avviato una campagna mediatica di sensibilizzazione e un concerto per la raccolta di fondi…. adesso è arrivato il nostro momento, con il tuo contributo possiamo costruire l’ospedale: insieme possiamo farcela… Vedi qui il progetto integrale, grazie infinite per il tuo aiuto.


  

MAGIA D'AMORE

GUERRIERI DI PACE

LENTAMENTE MUORE.....

CONCEDIMI SIGNORE ....

ORME SPIRITUALI

SIAMO TUTTI CREATORI DIVINI

LA NOSTRA PAURA

VORREI ESSERE......

QUALCHE NOTIZIA DI ME....

Sono un Istruttore Giovanile della Federazione Scacchi Italiana, insegno questa bellissima disciplina sportiva nelle Scuole Pubbliche e Private. Mi sento un semplice cittadino Europeo, sempre alla ricerca di un pianeta libero, forse troppo romantico per il mondo attuale. Amo la comunicazione perchè innamorato della vita e delle persone che sanno darmi qualcosa. Amo la poesia, la musica e gli scacchi ed ogni giorno mi illudo di riscoprire un mondo migliore. Cerco i veri contenuti umani attraverso questa espressione letteraria tentando di sfuggire alla mediocrità di chi non possiede la sensibilità dando spazio all'ignoranza che ci circonda, ci invade, ci confonde. Credo fermamente in quei valori umani, quasi dimenticati, come la sincerità e l'amicizia. Amo le passioni che nascono dai sentimenti veri e puri sognando di poterle condividere.

COSA MI PIACE NELLA VITA

La Poesia, la Musica, gli Scacchi, l’Arte e tutte le espressioni creative umane come mezzo per comunicare con il mondo. Mi piace coltivare le amicizie condividendone sentimenti ed emozioni. Mi piacerebbe viaggiare per puro diletto o per cultura come visitare nuovi paesi e conoscere culture diverse. Mi piace tutto ciò che è giusto e ricercato e che abbia spessore. Amo l’amore quando è vero e ricambiato, quando sa liberamente donarsi senza falsi pregiudizi. Non accetto la furbizia e l’arroganza in generale, l’ipocrisia, i rapporti di convenienza e disdegno l’ignoranza, la mediocrità e la volgarità del linguaggio e del comportamento. Odio e abiuro il male, in tutte le sue molteplici forme di crudeltà e mistificazione.

LA MIA PICCOLA CITTA'

Lucera (FG) città di luce, ma anche della voce, disse Papa Giovanni Paolo II durante una sua visita pastorale del 25 Maggio 1987. E’ una cittadina situata nel Tavoliere delle Puglie, ho avuto la fortuna di essere nato in questa città straordinaria per la sua impareggiabile bellezza, per la sua stessa storia antichissima e moderna (la sua longevità supera Roma). Nascere e vivere in una città unica al mondo, con questo patrimonio di tessuti profondi, dove la storia ancora si può studiare e rivivere realmente attraverso le orme incancellabili del passato, attraverso la sua architettura, che da sempre la ricama e la fa bella, per il patrimonio artistico e monumentale conservato con preziosità e gelosia, con orgoglio e fierezza, é una fortuna che non può passare inosservata. La sua antica storia si snoda in tutte le sue vie e grazie ai suoi monumenti di svariate epoche può fregiarsi del titolo di città d’arte. Federico II di Svevia disse: Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui. Tutto questo é stato certamente l'elemento catalizzatore per la mia crescita e lo stimolo al piacere del bello, al gusto dell'arte in senso creativo e maggiormente verso l'immagine e la letteratura. Poi in età più matura verso la lettura poetica e narrativa.

IL MIO SITO E' UN .....

Diario e un magazine personale ed intimistico proiettato verso la divulgazione del Nobil Gioco, attraverso le mie attività e programmi a favore di questa disciplina sportiva. Inoltre e un contenitore dove posso trascrivere poesie su cui riversare i miei pensieri, i miei umani dubbi, le mie paure, i sentimenti e le emozioni che suscita la vita di ogni giorno e del mio vissuto. Poesie e pensieri dedicati a chi non si accontenta delle apparenze che ogni momento del giorno ci colpiscono con gratuito opportunismo, lasciando in noi solo dello sterile vuoto esistenziale e tanto amaro in bocca.

ESPLORANDO LA VITA...

Sono appassionato da sempre dell’arte in tutte le sue molteplici forme creative ed in particolare della pittura, della fotografia e della ricerca d'immagini d'arte, della musica nelle sua forme migliori. Infine ricerco nel binomio della letteratura e teologia l'uomo e la sua realtà oltre le apparenze attraverso la lettura ed i dialoghi. Una sorta di ricerca la mia, mirata alla riscoperta di me stesso, del mio universo e di quello degli altri. Amo irrimediabilmente la natura, il mare, i monti in tutte le sue splendide forme ed espressioni dove, quando posso, mi lascio attrarre, avvolgere e coinvolgere emotivamente. Compio viaggi per conoscere sempre di più il nostro mondo, i suoi popoli e i loro usi e costumi, così diversi e pur tanto uguali. Amo conoscere la gente, ascoltarla con attenzione ricavandone straordinario umano nutrimento come una inesauribile miniera o fonte d’apprendimento capace di accrescere e migliorare la mia esperienza personale di vita e di cammino. Questo vivo desiderio di conoscenza mi ha portato a scoprire l’uso discriminato di internet quale mezzo di comunicazione e creatività, strumento positivo se usato correttamente, dalle infinite possibilità di conoscenza, informazione e d'espressione. Qui, mediante il mio sito web e in special modo su facebook ho incontrato e conosciuto, non solo virtualmente, tante ammirevoli persone, carissimi amici, benefattori, artisti, scrittori e poeti, siti di poesia e di letteratura che mi hanno donato e ancora mi trasmettono l'entusiasmo giusto per proseguire nei miei intenti. Sono queste le persone che ho più care e a cuore perchè esse ogni giorno condividono con me le “vedute del mondo che viviamo", ed arricchendomi interiormente attraverso la "letteratura" e la "poetica”(lasciatemi passare il termine) altrimenti difficili da raggiungere ai nostri giorni.

I PROVERBI SCACCHISTICI

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LA RUBRICA SETTIMANALE
DI SEBASTIANO  PAULESU
************************************

I pedoni sono un muro,
dietro cui stà il Re sicuro!



Ti puoi certo rompere il collo
se lasci il centro
senza controllo


Troppe mosse di pedone:
così gioca lo sprecone!


Chi gioca solo con la Regina,
la sua fine si avvicina!


Tenere i pezzi in casa
di paretenza non è
proprio una gran scienza!


Avanza il pedone metro dopo
metro, però attenzione:
non torna più indietro!


Avanzare i pedoni dell'arrocco senza alcun
senso è proprio sciocco!


Il Cavallo laterale
tante volte porta male


Il Cavallo messo a lato
è un Cavallo dimezzato!


Quando il Re se ne và in gita
si regala la partita!


Quando si gioca in modo distratto, si perde subito
per scacco matto!


Senza guardia è la prima traversa:scacco di torre
e partita persa!


Chi dà scacco senza scopo
se ne pente prima o dopo!


Quando un pezzo è condannato, muove
come un "disperato"...


Tante Regine presenti
al gran ballo,e il Re contento
rimane in stallo!


Se l'avversario cede spazio prima lo prendo e dopo lo ringrazio!


Chi spreca mosse in apertura rema incontro alla sventura


Dice la legge dello sviluppo di pensare a tutto il gruppo


Una Torre sempre all'erta sulla colonna aperta


Contro i pedoni uniti a catena ogni nemico arretra o si frena!


Pedoni doppiati pedoni isolati sono tutti pedoni malandati


Pedoni di gambetto
uno lo prendo,
due non li accetto!


Questo Alfiere dove lo metto?
Verso il centro oppure in fianchetto?


Quando il tuo Re
è sotto scacco
non puoi certo pensare all'attacco!


Se su un fianco
subisce un attacco
allora al centro contrattacco!


Col centro bloccato
attacco da un lato!


Con gli arrocchi contrapposti
assalti pedonali
costi quel che costi!


Un fianchetto senza l'Alfiere
è come un palazzo senza portiere!


Case non difese
da alcun pedone
per i Cavalli son comode poltrone!


L'ultimo che sbaglia
perde la battaglia!


Povero Re
costretto al bordo
e infilzato come un tordo!


Chi ricopia le mosse del Bianco perde senza esserne stanco...
Chi ricopia le mosse del Nero perde senza esserne fiero!


Da un continuo scacco perenne
il difensore ne esce indenne!


Quando vedi la Donna e l'Alfiere stai molto attento al matto del Barbiere!


Sembrava una cintola di cuoio e invece era il matto del corridoio!


Dell'avversario seguite
ogni mossa
perchè altrimenti vi scava la fossa!


Chi prende fuoco per due scintille
e chi prende matto dell'imbecille...


Sotto controllo la casa di fuga
e si dà matto alla tartaruga!


Chi gioca in modo abitudinario
dà la vittoria al suo avversario.


Giocatore mogio mogio
chi non pigia l'orologio...


Difensore alla riscossa
con la bella contromossa!

Sotto controllo la casa di fuga
e si dà matto alla tartaruga!


Dai suoi pezzi il Re ben circondato
da un Cavallo nemico fu affogato!


Torre messa presto in gioco
quasi sempre dura poco!


Lo sviluppo e poi l'arrocco
e non perdi come un brocco!


Chi non mette i pezzi in gioco
vuol giocare contro il fuoco!


Gallery

TORNEI SEGUITI DAL MIO SITO

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Semilampo città di Montefusco
06 Maggio 2012
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 4° Torneo Città di Bisaccia
25-27 Maggio Reportage
 di Francesco Sessa
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Olimpiadi di Istanbul 40^ Edizione
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Finale Grande Slam 2012
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L'OASI POETICA



"I veri amici sono quelli che
si scambiano reciprocamente
fiducia, sogni e pensieri,
virtù, gioie e dolori;
sempre liberi di separarsi,
senza separarsi mai."
(Alfred Bougeard)

Non leggete come fanno i bambini per divertirvi,o,come gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.
G. Flaubert


«La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.» (S. Quasimodo)

Se io potrò impedire
ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una
vita o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso
caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
(Emily Dickinson)

Un sorriso
E se ti ho regalato anche solo un sorriso... la mia giornata non è andata sprecata!


Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne far a meno
nè così povero da non poterlo donare.

Il sorriso crea gioia in famiglia,
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.

E se poi incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.
P. Johnn Faber

Vivi
Non ci sono sogni irrealizzabili,
ma solo sogni non realizzati
Non ci sono obbiettivi non
raggiungibili,
ma solo obbiettivi non raggiunti. Non esistono
amori impossibili,
ma solo amori non conquistati.
Non esistono gli avvenimenti che accadono.Ma siamo noi
a crearli.
Corri dietro ai tuoi sogni, raggiungi i tuoi obbiettivi.
Conquista i tuoi amori Non subire la vita... vivi.
(Silvana Stremiz)


Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l'anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina la cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d'esilio.
(K. Gibran)


Preghiera di serenità
Che Dio mi conceda la serenità
di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
e la saggezza di distinguere tra le due.
Vivere giorno per giorno,
godersi un momento per volta,
accettare le avversità come una via verso la pace,
prendere, come Lui fece,

questo mondo corrotto per quello che è,
non per quello che vorrei,
confidare che Lui sistemerà tutto
se mi abbandonerò alla Sua volontà.
Che io possa essere
ragionevolmente felice in questa vita
e sommamente felice accanto a Lui
nella prossima, per sempre.
(Reinhold Niebuhr)


Vorrei tornare a sentire
i miei sogni vivi dentro di me,
avere nuovi stimoli
che rapiscano la mia mente
e la mia anima
e vorrei che questo
non fosse un sogno
ma la mia vita.

Il mondo vedrà il suo
tramonto quando l'ultimo
uomo smetterà di sognare

Vuoi sapere quando e grande
il mio cuore? Conta le stelle
dell'universo.

Le stelle sono piccole
fessure attraverso le quali
fuoriesce la luce dell'infinito.

Le stelle sono illuminate
perchè ognuno un giorno
possa trovare la sua.

L'amore è un frammento
d'infinito caduto sulla terra.

Tre cose ci sono rimaste del
Paradiso: le stelle, i fiori e
i bambini....

Finchè abbiamo dei ricordi,
il passato dura.
Finchè abbiamo delle
speranze il Futuro ci attende.
Finchè abbiamo degli amici
il presente vale la pena
di essere vissuto.


La vita è l'infanzia della
nostra immortalità.

Ogni cosa che puoi immaginare
la natura l'ha già creata.

Non accontentarti dell'orizzonte,
cerca l'infinito......

Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi.

Da bambini si è se stessi
e si sa e si capisce tutto,
come dei piccoli profeti.
Poi all'improvviso accade
qualcosa e si cessa di
essere se stessi, si diventa
ciò che gli altri costringono
a essere. Si perde la saggezza,
e l'anima.(Addio, Mr.Mckenzie)
Jean Rhys.


La libertà è il diritto
dell'anima di respirare.

Bambini,
imparate a fare
le cose difficili;
parlare al sordo
mostrare la rosa
al cieco liberare
gli schiavi che si
credono liberi.

Ieri è Storia,
Doamni e un mistero,
ma oggi è un dono.
Per questo si chiama Presente!

Quando non dai una carezza al momento giusto è come una parola persa nel vento; se neghi un bacio, è un bacio che vola via veloce come una farfalla sui fiori.Cogli quell’attimo senza lasciarlo al tempo e donali quando il cuore lo sente e un domani non avrai pentimenti !

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CINEMA / IL SETTIMO SIGILLO PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso   
sabato 14 novembre 2009


“ VOGLIO CHE DIO MI TENDA LA MANO “


Questo chiede il Cavaliere protagonista de “ Il settimo sigillo “

il film capolavoro di Ingmar Bergman

di MASSIMO BORGHESI


 Tra i capolavori di Ingmar Bergman – il grande regista svedese morto il 30 luglio nell’isola di Faaro – c’è Il settimo sigillo del 1956. In uno dei punti più alti del film il cavaliere medievale Antonius Block, reduce, tormentato e disilluso, dalle Crociate, si rivolge, dietro a una grata, a un confessore non sapendo che egli, in realtà, è la morte. Quella morte con cui aveva iniziato una leggendaria partita a scacchi, in riva al mare, per protrarre il proprio destino terreno. Nella confessione il tormento del cavaliere si esprime in un grido: «Perché non posso uccidere Dio in me stesso? Perché continua a vivere in me in questo modo doloroso e umiliante, anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? E perché, nonostante tutto, continua a essere una realtà illusoria da cui non riesco a liberarmi?»1. L’angoscia, il vuoto – «il mio cuore è vuoto. Il vuoto è uno specchio che mi guarda. Vi vedo riflessa la mia immagine e provo disgusto e paura»2, – preludono a una domanda. «È così crudelmente impensabile percepire Dio con i propri sensi? Perché deve nascondersi in una nebbia di mezze promesse e di miracoli che nessuno ha visto? […] Io voglio sapere. Non credere. Non supporre. Voglio sapere. Voglio che Dio mi tenda la mano, che mi sveli il suo volto, mi parli»3. Il cavaliere vorrebbe percepire Dio con i propri sensi, averlo dinnanzi in forma umana. Vorrebbe vedere e toccare. Sotto questo profilo Il settimo sigillo è una delle ultime espressioni della fede cristiana del figlio del pastore protestante Erik Bergman. La “trilogia religiosa” che seguirà – Come in uno specchio (1960), Luci d’inverno (1961), Il silenzio (1962) – rappresenta il lutto di una perdita, l’esistenza al cospetto di un’assenza. Al contrario ne Il settimo sigillo, così come ne Il posto delle fragole (1957), rimane traccia di ciò che non è ancora andato perduto. Lo ricorda lo stesso Bergman: «A quel tempo vivevo con alcuni poveri resti della mia devozione infantile, un’idea del tutto ingenua di ciò che si potrebbe chiamare la salvazione extraterrena. Nel frattempo la mia convinzione attuale aveva cominciato a manifestarsi. L’uomo è portatore della propria santità, che però ha luogo su questa terra, senza alcun bisogno di spiegazioni extraterrene. Nel mio film vive, dunque, un rimasuglio abbastanza privo di nevrosi di una devozione sincera e infantile, che si accorda serenamente con un aspro e razionale concetto della realtà. Il settimo sigillo è in definitiva una delle ultime espressioni di fede, delle idee che avevo ereditato da mio padre e che portavo con me dall’infanzia»4.
È una confessione importante. Il Bergman successivo a quella stagione tenderà a ridimensionare il proprio orizzonte religioso, fino agli ultimi film, da Sarabanda a Sussurri e grida, che lo confermano come uomo senza speranza. Nel capolavoro del ’56 la «devozione infantile» è rosa dal dubbio, non fino al punto però da non farsi invocazione per una rinnovata evidenza. Lo riconosce anche Emanuele Severino in un’intervista filmata che accompagna l’edizione italiana del film distribuita dalla Fox. Per il filosofo italiano Bergman oscilla qui tra la consapevolezza che gli dei se ne sono definitivamente andati, come per Leopardi, e quella più positiva per cui essi possono tornare. In realtà non di “dei” si tratta, come in Hölderlin, ma del Dio cristiano. Il punto, comunque, non è qui. Severino, in realtà, riconduce la posizione di Bergman all’interno del proprio modello di pensiero, in una forma che ne stravolge il significato. Secondo il filosofo il cavaliere Block esprime l’esigenza di arrivare a Dio non attraverso la fede ma attraverso la conoscenza, quella forma che è chiamata il “toccare Dio”. Alla lettera, però, Dio non è un “fatto” che si possa toccare. Dio, nella cultura occidentale, è una necessità incontrovertibile e non può essere conosciuto mediante un’esperienza empirica, sensibile. Questo fallimento è quanto emergerebbe ne Il settimo sigillo. La richiesta di Block di poter «percepire Dio con i propri sensi» diviene, per Severino, una richiesta insensata, destinata allo scacco: Dio non può “mostrarsi” nella carne.
È quanto l’autore aveva già affermato in alcuni articoli, dei primi anni Novanta, dal titolo La fede e il dubbio, l’inesistenza e la violenza della fede e “Vedere”, “udire”, “toccare” Cristo5. Ambedue diretti contro un testo di Luigi Giussani, È se opera, nonché contro saggi dei cardinali Jean-Jérôme Hamer e Joseph Ratzinger contenuti nel medesimo testo6. Severino riconosceva che «quando si afferma che il cristianesimo è innanzitutto “un fatto, un avvenimento” e che la fede cristiana è “il riconoscimento di una presenza – della presenza di Cristo –: come io vedo te, come riconosco la tua presenza”, ci si trova nel “nucleo della fede” cristiana»7. Questa fede, però, nulla avrebbe a che fare con l’evidenza dell’oggetto che si rivela, ma solo con la “volontà” del credente che “decide” di credere. La fede, ogni fede, è per Severino un atto di violenza, violazione dei limiti che non devono essere oltrepassati. Fermo alla divisione kantiana tra il fenomeno (visibile) e il noumeno (invisibile), non può concepire la possibilità che l’evidenza della fede nasca dalla comunicazione dell’invisibile che si rende visibile. «Pietro è beato perché crede, non perché vede; perché ha fede, non perché fa esperienza di ciò in cui egli ha fede; perché, dunque, può fare esperienza della propria fede, e non perché fa esperienza che Gesù è l’Amico, il Figlio di Dio, il Salvatore»8. Per l’autore «se la Prima lettera di Giovanni dice che “la vita eterna che era presso il Padre è apparsa a noi”, che “l’abbiamo veduta con i nostri occhi”, e “udita” e “toccata con le nostre mani”, tuttavia a Giovanni non è consentito pensare che in lui ci sia stata esperienza del Salvatore in quanto tale, e cioè che la “carne” e il “sangue” gli abbiano manifestato il Salvatore: la “carne” e il “sangue” gli hanno manifestato qualcosa che egli ha creduto che fosse il Salvatore»9.
Nella peculiare forma “docetista” del divino, per cui il divino non può essere comunicato mediante l’umano, l’“empirismo” giovanneo non ha alcuna validità. Più al fondo: non ha senso. Non ha senso chiedere di un Dio “presente” sensibilmente nella carne di un uomo. La richiesta del cavaliere Block appare così come propria di una dimensione mitica, premoderna, di una devozione “infantile” e “ingenua”. In tal modo, però, la lettura che Severino offre di Bergman non consente di rendere ragione del grido del cavaliere: «Perché non posso uccidere Dio in me stesso?». Un’impossibile uccisione, che contrasta con quella di Nietzsche – quella sì volontaristica! –, premessa dell’invocazione a Dio affinché si manifesti. Trascurando la potenza di questo grido, Severino, la cui filosofia non mostra alcuna sensibilità per il momento esistenziale, per il destino individuale, non è in grado di valorizzare la tensione “religiosa” che caratterizza Il settimo sigillo. Non comprende come nella difficile congiuntura, che prelude all’abbandono della fede, Bergman non solo abbia espresso taluni dei suoi più grandi capolavori, ma abbia anche dato forma a un’esigenza universale: «Voglio che Dio mi tenda la mano…», universale perché profondamente corrispondente a un io, finito e mortale, che anela alla presenza e alla compagnia di un Tu infinito. Per la sua posizione filosofica, chiusa aprioristicamente verso ogni autentica apertura religiosa, Severino è forse il meno adatto a comprendere tale esigenza. Come il vecchio Bergman egli pensa di avere ormai vinto la paura della morte. Ma questo non è il problema di Block. Il cavaliere non teme la morte, il suo problema è il silenzio di Dio, la sua assenza, una assenza che priva di colori e di gusto la vita. «Lo chiamo nelle tenebre, ma a volte è come se non esistesse… La fede è una sofferenza dolorosa, lo sapete? È come amare qualcuno che è là fuori, nel buio, e non si rivela mai, per quanto forte lo si chiami»10. Questa mancanza, vuoto di Dio, è il problema di Bergman nel 1956. Un vuoto che ancora non rifugge la preghiera e la supplica: «Dalle nostre tenebre Ti invochiamo, o Signore, abbi pietà di noi, perché siamo piccoli, abbiamo paura e non sappiamo niente… Dio, che esisti da qualche parte, che devi esistere da qualche parte, abbi pietà di noi»11.

Note

1 Ingmar Bergman, Det sjunde inseglet, tr. it., Alberto Criscuolo (a cura di), Il settimo sigillo, Iperborea, Milano 2005, p. 28.
2 Ibid., p. 27.
3 Ibid., pp. 27-28.
4 Aldo Garzia, “Il settimo sigillo”, una meditazione sulla vita. Guida al dvd Il settimo sigillo, Bim-Qmedia (distribuito dalla 20th Century Fox).
5 Cfr. E. Severino, Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, pp. 101-112 e 113-125.
6 L. Giussani, È se opera, 30Giorni, Roma 1994.
7 E. Severino, op. cit., p. 101.
8 Ibid., p. 115.
9 Ibid., p. 116.
10 I. Bergman, op. cit., pp. 28 e 56.
11 Ibid., p. 83.  

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Il settimo sigillo di Ingmar Bergman

 

Video – La confessione di Antonius Block

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Ultimo aggiornamento ( sabato 14 novembre 2009 )
 
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