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Sono un’Istruttore Giovanile della Federazione Scacchi Italiana, insegno questa bellissima disciplina sportiva nelle Scuole Pubbliche e Private. Mi sento un semplice cittadino Europeo, sempre alla ricerca di un pianeta libero, forse troppo romantico per il mondo attuale. Amo la comunicazione perchè innamorato della vita e delle persone che sanno darmi qualcosa. Amo la poesia, la musica e gli scacchi ed ogni giorno mi illudo di riscoprire un mondo migliore. Cerco i veri contenuti umani attraverso questa espressione letteraria tentando di sfuggire alla mediocrità di chi non possiede la sensibilità dando spazio all'ignoranza che ci circonda, ci invade, ci confonde. Credo fermamente in quei valori umani, quasi dimenticati, come la sincerità e l'amicizia. Amo le passioni che nascono dai sentimenti veri e puri sognando di poterle condividere.

COSA MI PIACE NELLA VITA

La Poesia, la Musica, gli Scacchi, l’Arte e tutte le espressioni creative umane come mezzo per comunicare con il mondo. Mi piace coltivare le amicizie condividendone sentimenti ed emozioni. Mi piacerebbe viaggiare per puro diletto o per cultura come visitare nuovi paesi e conoscere culture diverse. Mi piace tutto ciò che è giusto e ricercato e che abbia spessore. Amo l’amore quando è vero e ricambiato, quando sa liberamente donarsi senza falsi pregiudizi. Non accetto la furbizia e l’arroganza in generale, l’ipocrisia, i rapporti di convenienza e disdegno l’ignoranza, la mediocrità e la volgarità del linguaggio e del comportamento. Odio e abiuro il male, in tutte le sue molteplici forme di crudeltà e mistificazione.

IL MIO SITO E' UN .....

Diario e un magazine personale ed intimistico proiettato verso la divulgazione del Nobil Gioco, attraverso le mie attività e programmi a favore di questa disciplina sportiva. Inoltre e un contenitore dove posso trascrivere poesie su cui riversare i miei pensieri, i miei umani dubbi, le mie paure, i sentimenti e le emozioni che suscita la vita di ogni giorno e del mio vissuto. Poesie e pensieri dedicati a chi non si accontenta delle apparenze che ogni momento del giorno ci colpiscono con gratuito opportunismo, lasciando in noi solo dello sterile vuoto esistenziale e tanto amaro in bocca.

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I pedoni sono un muro,
dietro cui stà il Re sicuro!



Ti puoi certo rompere il collo
se lasci il centro
senza controllo


Troppe mosse di pedone:
così gioca lo sprecone!


Chi gioca solo con la Regina,
la sua fine si avvicina!


Tenere i pezzi in casa
di paretenza non è
proprio una gran scienza!


Avanza il pedone metro dopo
metro, però attenzione:
non torna più indietro!


Avanzare i pedoni dell'arrocco senza alcun
senso è proprio sciocco!


Il Cavallo laterale
tante volte porta male


Il Cavallo messo a lato
è un Cavallo dimezzato!


Quando il Re se ne và in gita
si regala la partita!


Quando si gioca in modo distratto, si perde subito
per scacco matto!


Senza guardia è la prima traversa:scacco di torre
e partita persa!


Chi dà scacco senza scopo
se ne pente prima o dopo!


Quando un pezzo è condannato, muove
come un "disperato"...


Tante Regine presenti
al gran ballo,e il Re contento
rimane in stallo!


Se l'avversario cede spazio prima lo prendo e dopo lo ringrazio!


Chi spreca mosse in apertura rema incontro alla sventura


Dice la legge dello sviluppo di pensare a tutto il gruppo


Una Torre sempre all'erta sulla colonna aperta


Contro i pedoni uniti a catena ogni nemico arretra o si frena!


Pedoni doppiati pedoni isolati sono tutti pedoni malandati


Pedoni di gambetto
uno lo prendo,
due non li accetto!


Questo Alfiere dove lo metto?
Verso il centro oppure in fianchetto?


Quando il tuo Re
è sotto scacco
non puoi certo pensare all'attacco!


Se su un fianco
subisce un attacco
allora al centro contrattacco!


Col centro bloccato
attacco da un lato!


Con gli arrocchi contrapposti
assalti pedonali
costi quel che costi!


Un fianchetto senza l'Alfiere
è come un palazzo senza portiere!


Case non difese
da alcun pedone
per i Cavalli son comode poltrone!


L'ultimo che sbaglia
perde la battaglia!


Povero Re
costretto al bordo
e infilzato come un tordo!


Chi ricopia le mosse del Bianco perde senza esserne stanco...
Chi ricopia le mosse del Nero perde senza esserne fiero!


Da un continuo scacco perenne
il difensore ne esce indenne!


Quando vedi la Donna e l'Alfiere stai molto attento al matto del Barbiere!


Sembrava una cintola di cuoio e invece era il matto del corridoio!


Dell'avversario seguite
ogni mossa
perchè altrimenti vi scava la fossa!


Chi prende fuoco per due scintille
e chi prende matto dell'imbecille...


Sotto controllo la casa di fuga
e si dà matto alla tartaruga!


Chi gioca in modo abitudinario
dà la vittoria al suo avversario.


Giocatore mogio mogio
chi non pigia l'orologio...


Difensore alla riscossa
con la bella contromossa!

Sotto controllo la casa di fuga
e si dà matto alla tartaruga!


Dai suoi pezzi il Re ben circondato
da un Cavallo nemico fu affogato!


Torre messa presto in gioco
quasi sempre dura poco!


Lo sviluppo e poi l'arrocco
e non perdi come un brocco!


Chi non mette i pezzi in gioco
vuol giocare contro il fuoco!


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La Poesia come canto, come elevazione dello Spirito, come ricerca dell'oltre......
E i Poeti come visinari, come esseri capaci di ascolto e di sacrificio.

Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte infuria, il mare che si lamenta, pesante di vittime che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito, sono il re senza terra.

Sono la passione muta in casa senza camino, in guerra senza spada e ammalato sono della propria forza.
(Hermann Hesse)


L'Amore è vita, è passione, è sofferenza in solitudine, è il sentimento per eccellenza nel dare senza ricevere.

L'Amore è nutrire l'animo altrui con la dolcezza, dissetarlo con una carezza, vestirlo di baci, a volte lavarlo con le nostre lacrime.

A volte il cuore piange e se lo fa è solo perché c'è tanto amore dentro di se, non riesce a fingere, solo liberando queste gocce di rugiada riuscirà a dissetare altri cuori aridi, sperando forse un giorno in un nuovo germoglio (Anonimo)


Un Sorriso

Un sorriso non costa niente e produce molto arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo da.

Dura un solo istante, ma talvolta il suo ricordo è eterno. Nessuno è così ricco da poter farne a meno, nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.

Crea la felicità in casa, è il segno tangibile dell'amicizia, un sorriso da riposo a chi è stanco, rende coraggio ai più scoraggiati,

non può essere comprato, ne prestato, ne rubato, perchè è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.

E se qualche volta incontrate qualcuno che non sa più sorridere, siate generoso, dategli il vostro, perchè nessuno ha mai bisogno di un sorriso quanto colui che non può regalarne ad altri.


Kahlil Gibran

La poesia è luce che incanta il cuore La mia luce è poesia che canta nella mente. Se potessi riuscire a far cantare la tua mente ed il tuo cuore, anche oggi potresti vivere il paradiso, ma un poeta deve veder luce per parlare di sole o un raggio di luna per parlare di notti d’amore. Io aspetto solo un tuo gesto e le mie parole saranno il tuo canto. .

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LA POESIA E LO SPIRITO / ANDRE' FROSSARD PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso   
giovedì 24 settembre 2009




ANDRE’ FROSSARD (1915-1999)


LA CONVERSIONE DI UN ATEO


“ Amore per parlare di te sarà troppo corta l’eternità “


L’esperienza di Andrè Frossard figlio del Segretario del Partito

Comunista Francese, Giornalista e Scrittore

 

Ho conosciuto indirettamente Andrè, leggendo i suoi libri, in un periodo molto particolare della mia vita, non ho fatto fatica ad accettare la sua insolita storia, sono esperienze che tolgono il fiato e forse anche la credibilità, nella Chiesa poi talune conversioni immediate sono sempre state ingombranti…. Ciò nonostante i suoi testi sono è restano la sua testimonianza, di un evento straordinario e fuori dalla portata di ogni logica umana.

                                           

Domenica 22 Ottobre 1978 in cui Papa Giovanni Paolo II° inaugurava il suo Pontiifcato, Andrè Frossard strinse amicizia con lui fino a diventarne il confidente in lunghe ore di conversazione…

 

A chi lo accusava di essere un “conservatore”  Giovanni Paolo II° rispondeva: “Io non me ne sento offeso. Il papa non è papa per cambiare, ma per conservare ciò che ha ricevuto” . Come pericolo maggiore da temere egli indicava: “Tutto ciò che non viene da Dio e che ha la parvenza di progresso”. ( Cfr. Andrè Frossard, Conversando con Giovanni Paolo II°, Rusconi 1989 p.94).

 

A chi l’ho incontrava era solito ripetere: “ Non ho fede in Dio: Io l’ho veduto. Tutta la verità si trova nella Chiesa Cattolica. La Verità è qualcuno, è Gesù Cristo. Che ci posso fare se il Cattolicesimo è vero, se questa verità è Cristo che vuole essere incontrato? Siamo noi che abbiamo perso la passione di convincere, di testimoniare, di convertire!”

 


"Dal momento
in cui abbiamo inteso Cristo affermare:
'Io sono la Verità',
noi cristiani sappiamo ciò che nessun altro
aveva potuto insegnarci,
noi sappiamo che la verità è una persona.
Non è venuta ad aggiungere un'idea
alle nostre idee.
né a sottrarci quelle che già avevamo.
Essa non ci propone un sistema, ma un'amicizia".

A. Frossard, L'arte di credere . Ed. Paoline, Roma 1981


 

 André Frossard (1915-1995), nato a Belfort, nella Francia orientale, da una famiglia con ascendenze in parte ebree e in parte protestanti, è stato un prestigioso giornalisto del "Figaro". Suo padre, nel 1920, è stato uno dei primi fondatori del Partito Comunista Francese e, successivamente, ne è diventato il primo segretario nazionale. André è cresciuto dunque in una famiglia completamente atea, per la quale "non si poneva neppur più il problema dell'esistenza di Dio" ed è stato educato ad una cultura comunista.Dopo il fallimento degli studi liceali, che hanno deluso le aspettative paterne, André ha studiato arte alla Scuola di arti decorative a Parigi, data la sua abilità nel dipingere. Ma neppure questi studi lo hanno interessato. Suo padre lo sistemò presso la redazione di un giornale, ma neanche questo lavoro faceva per lui. La sua adolescenza è stata uguale a quella di molti altri coetanei, finchè un giorno, all'età di vent'anni entra in una chiesa del quartiere latino di Parigi, cercando un amico e rimane folgorato. Entra ateo, comunista, senza alcuna curiosità per le "cose della religione" e ne esce cattolico, apostolico, romano. In quella chiesa incontra Dio. Non si era preparato, non lo stava cercando, non ne aveva la minima idea. Il suo incontro fu una grazia fulminante. La usa opera più importante "Dio esiste, io l'ho incontrato" e una testimonianza di questo incontro di Dio che ha sconvolto la sua vita e ha vinto il Gran Prix Catholique de Litérature nel 1969.

 

André Frossard, non un uomo qualcunque, un pazzoide con allucinazioni ma uno dei più prestigiosi giornalisti del “Figaro”. Accademico, ha pubblicato opere di successo, rivelando doti di narratore, biografo, saggista e commentatore politico.Vi propongo un pezzo scritto da Frossard, tratto da Dio. Le domande dell’uomo, edito da Piemme:

Per vedere l’articolo integrale clicca su leggi tutto

Mentre spingevo il cancello di ferro del convento io ero ateo. L’ateismo assume molte forme. C’è un ateismo filosofico che assimila Dio alla natura, rifiuta di attribuirgli una personalità propria e cerca ogni soluzione nell’intelligenza umana; niente è Dio, tutto è divino. L’ateismo scientifico scarta l’ipotesi di Dio e tenta di spiegare il mondo con le sole proprietà della materia di cui non ci si deve chiedere l’origine. L’ateismo marxista è ancora più radicale: non si limita a negare Dio, ma, se per caso si facesse vivo, lo metterebbe alla porta, poiché la sua presenza inopportuna sarebbe d’ostacolo al libero gioco della volontà umana.

 

Esiste anche un genere di ateismo largamente diffuso, che io conosco bene perché era il mio: l’ateismo stupido. Questo ateismo non si pone domande. Trova naturale stare una palla di fuoco ricoperta da un sottile involucro fango secco, che ruota a velocità supersonica su se stessa e intorno a una sorta di bomba a idrogeno, trascinata nel movimento rotatorio di miliardi di lampioncini la cui origine è un enigma e la cui destinazione è ignota.

 

Mentre varcavo quella porta ero l’ateo che ho descritto, lo ero ancora all’interno della cappella. Nel gruppo dei fedeli, in controluce, vedevo solo delle ombre, tra cui non riuscivo a distinguere il mio amico; una sorta di sole splendeva in fondo all’edificio: non sapevo che fosse il Santissimo Sacramento. Nessuna pena d’amore mi tormentava, anzi, quella sera dovevo avere un incontro con una nuova fiamma. Non ero preoccupato, non ero curioso.

 

La religione era una vecchia chimera, i cristiani una specie attardata lungo il cammino dell’evoluzione: la storia si era pronunciata per noi, per la sinistra, e il problema di Dio era stato risolto in senso negativo da almeno due o tre secoli. Nel nostro ambiente, la religione sembrava talmente superata che eravamo anticlericali solo in campagna elettorale. E’ allora che è accaduto l’imprevedibile. In seguito, si è voluto a ogni costo farmi ammettere che la fede operava in me fin dall’inizio, che vi ero preparato a mia insaputa, che la mia conversione è stata solo la presa di coscienza repentina di una disposizione mentale che da molto tempo mi destinava a credere.

 

E’ un errore. Se c’era una predisposizione in me, era proprio all’ironia nei confronti della religione e se una sola parola poteva definire la mia disposizione mentale, il termine più adatto era indifferenza. Lo vedo ancora oggi, il ragazzo di vent’anni che ero allora, non ho dimenticato lo stupore che si impadronì di lui quando, dal fondo di quella cappella, priva di particolare bellezza, vide sorgere all’improvviso davanti a sé un mondo, un altro mondo di splendore insopportabile, di densità pazzesca, la cui luce rivelava e nascondeva a un tempo la presenza di Dio, di quel Dio, di cui, un istante prima, avrebbe giurato che mai era esistito se non nell’immaginazione degli uomini; nello stesso tempo era sommerso da un’onda, da cui dilagavano insieme gioia e dolcezza, un flutto la cui potenza spezzava il cuore e di cui mai ha perso il ricordo, nemmeno nei momenti più cupi di una vita investita più di una volta dall’orrore e dalla disgrazia; non ha altro compito, da allora, che quello di rendere testimonianza a questa dolcezza e a questa straziante purezza di Dio che quel giorno gli ha mostrato per contrasto di che fango era fatto.


LE SUE PAROLE:

Dapprima mi vengono suggerite queste parole "Vita Spirituale" ... come se fossero pronunciate accanto a me sottovoce... poi una grande luce, ... un mondo, un altro mondo d'uno splendore e di una densità che rimandano di colpo il nostro tra le ombre fragili dei sogni irrealizzati... l'evidenza di Dio... del quale sento tutta la dolcezza... una dolcezza attiva, sconvolgente, al di là di ogni violenza, capace di infrangere la pietra più dura e, più duro della pietra, il cuore umano. La sua irruzione straripante, totale, s'accompagna con una gioia che è l'esultanza del salvato, la gioia del naufrago raccolto in tempo.
Queste sensazioni, che trovo fatica a tradurre in un linguaggio inadeguato delle idee e delle immagini, sono simultanee... Tutto è dominato dalla presenza... di colui del quale non potrò mai più scrivere il nome senza timore di ferire la sua tenerezza, colui davanti al quale ho la fortuna di essere un figlio perdonato che si sveglia per imparare che tutto è dono".
Commenta Frossard: "Dio esisteva ed era presente, rivelato, mascherato ad un tempo da quella delegazione di luce che senza discorsi ne figure dava tutto alla comprensione e all'amore... Una cosa sola mi sorprende: l'Eucaristia; non che mi sembrasse incredibile, ma mi stupiva che la carità divina avesse trovato questo metodo inaudito per comunicarsi, e soprattutto che avesse scelto per farlo, il pane, che è l'alimento del povero e il cibo preferito dei ragazzi...".
Conclude Frossard la sua confessione con queste bellissime parole: "Amore, per parlare di te sarà troppo corta l'eternità".
 

 

Mi chiedete chi sono? Posso rispondervi: sono un composto alquanto torbido, intriso di nulla, di tenebre e di peccato, che per una forma insinuante di vanità potrebbe attribuirsi più tenebre di quanto sia possibile contenere e più peccati di quanto sia possibile commettere; per contro, la mia parte di nulla è indiscutibile, è la mia sola ricchezza, lo so, è come un vuoto infinito offerto all’infinita generosità di Dio. Questa luce, non l’ho vista con gli occhi del corpo, poiché non era quella che ci rischiara o ci abbronza: era una luce spirituale, cioè una luce maestra, era quasi la verità allo stato incandescente. Ha definitivamente capovolto l’ordine abituale delle cose. Potrei addirittura dire che, da quando l’ho intravista, per me non esiste che Dio e tutto il resto non è che un’ipotesi.

 

Mi hanno detto tante volte: ” Dov’è finito il suo libero arbitrio? Sembra proprio che di lei si possa fare quel che si vuole. Suo padre è socialista, e lei diventa socialista. Entra in una chiesa, e diventa cristiano. Se fosse entrato in una pagoda, sarebbe buddista e se fosse entrato in una moschea sarebbe musulmano “. Al che mi permetto talvolta di rispondere che mi succede di uscire da una stazione senza per questo essere un treno. Quanto al mio libero arbitrio posso affermare di averne disposto soltanto dopo la mia conversione, quando ho capito che solo Dio era in grado di salvarci da tutte le forme di asservimento a cui, senza di lui, saremmo inesorabilmente condannati. Insisto. Fu un’esperienza oggettiva, fu quasi un esperimento di fisica, e io non ho da trasmettervi niente di più prezioso di questo messaggio: al di là, o meglio attraverso il mondo che ci circonda e di cui facciamo parte, esiste un’altra realtà, infinitamente più concreta di quella a cui generalmente facciamo credito, e questa realtà è quella definitiva, dinanzi alla quale non ci sono più domande.

 

Un colpo di “Fulmine Spirituale” dunque, all’ateo ventenne era capitato un’evento eccezionale ed importante per il prosieguo della sua vita: davanti a Gesù Eucaristico, esposto sull’altare, Gesù che è il Dio vivente, ha incontrato Dio fino all’evidenza. Ciascuno di noi è libero di crederci o meno.

 
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 24 settembre 2009 )
 
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