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Undicesima edizione del Campionato individuale Europeo, la manifestazione si svolge a Fiume (Croazia) ed ospiterà sia il torneo Maschile che quello Femminile (quasi seicento partecipanti). Il torneo si disputerà su 11 Turni di gioco, il tempo di riflessione e di 90 m. per 40 mosse con 30 m. di incremento per mossa a partire dalla prima mossa. Le partite si giocano nel pomeriggio alle ore 15,30. Si riposa il 13 Marzo mentre per eventuali spareggi si faranno il 18 Marzo i Tie-Breaks. Numerosa appare la partecipazione dei giocatori italiani, ben 28, nel torneo maschile Fabiano Caruana lotterà senz’altro per il podio, mentre nel femminile la Sedina guida la pattuglia delle azzurre.
Possono partecipare ai Tornei i giocatori italiani o stranieri in possesso dei requisiti previsti dai regolamenti vigenti alla data della manifestazione. Il torneo è valido per le variazioni Elo Italia/FIDE. Sono previsti 7 turni per ciascun torneo, così definiti:
Torneo A: Riservato ai giocatori con punteggio Elo >1800, tempo di riflessione 90 minuti + 30’’ di incremento a mossa.
Torneo B: Riservato ai giocatori con punteggio Elo da 1500 a 1799, tempo di riflessione 2 ore a giocatore, QPF.
Torneo C: Riservato ai giocatori con punteggio Elo < 1500, tempo di riflessione 2 ore a giocatore, QPF.
Abbinamenti Sistema Svizzero.
COLLEGIO ARBITRALE: A.F. Giuseppe Buonocore; A.F. Francesco De Sio; A.N. Sayour Remo.
Informazioni e preiscrizioni torneo: Francesco Sessa - Telefono cellulare +393391661369 E-mail:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
- http://www.avellinoscacchi.it/
Informazioni e prenotazioni per soluzioni residenziali e viaggio: Giuseppe VITALE Segreteria Purenergy - Corso Garibaldi, 12 - 83044 - Bisaccia (AV) - Italy Tel. +39 0827 89469 - Fax +39 0827 1948029 Cell. +39 380 4141845
Naumburg (Saale) è una città di 29.359 abitanti della Sassonia-Anhalt, in Germania. È il capoluogo, e il centro maggiore, del circondario rurale ("Landkreis") Burgenlandkreis (targa BLK).Tra i quartieri di Naumburg figura Eulau, noto per il ritrovamento archeologico della Famiglia di Eulau, considerata la più antica famiglia mai rinvenuta...
In cima alla cattedrale dei SS. Pietro e Paolo di Naumburg si può vedere questa strana scultura risalente al 13° secolo dove sono rappresentate due scimmie che giocano a scacchi.
La pentola a pressione ha una sua data di nascita: apparve per la prima volta in una fiera a New York nel 1939 ma fu inventata da Denis Papin ben tre secoli fa. Infatti i principi che stanno dietro il suo meccanismo di funzionamento erano già noti da secoli. La pentola a pressione è spesso consigliata nella preparazione delle conserve casalinghe. L'alta temperatura, infatti, favorisce l'uccisione di microrganismi presenti in forme resistenti. Come le spore del Clostridium botulinum, mortali per l'uomo, che vengono devitalizzate a una temperatura di 121°C. In questa partita Bobby veste i panni del perfetto “cuoco inglese”mentre Saidyquelli di un incauto assaggiatore: Appenaindividua un punto debole , Fischer lo inquadra nel mirino e mossa dopo mossa lo attacca con molti pezzi costringendo il Bianco ad una difesa ad oltranza. Queste contorsioni producono altre debolezze che Bobby attacca tempestivamente, con efficacia e precisione, senza dimenticarsi del proprio Re che lo mette al riparo da qualsiasi sgradita sorpresa. Nella pentola qualsiasi cosa che vengasottoposta a pressione raggiunto un certo limite, si cuoce. Saidy non si sottrae a questa regola e con la consapevolezza di chi sceglie di immolarsi pur di liberarsi della opprimente cappa, alla 33^ mossa si “suicida…..” Tanto sarebbe esploso ugualmente!
Uno dei sistemi più attivi per il Nero nella partita nella partita Inglese
5. d3, Ac5; 6.e3, f4?!
Un sacrificio di pedone interessante, ripreso poi nella Siciliana chiusa, dove il Bianco a colori invertiti cerca con un tempo più di portare un forte attacco all’arrocco del Re nero.
7. exf4, 0-0; 8. Cge2?
Meglio 8. fxe5, Te8; 9.f4, d6; 10.Axc6! bxc6; 11.d4!
8…. De8; 9. 0-0
Se 9.fxe5, Cg4!
9…… d6
Il consenso del Nero consiste nell’attività di cui godono i suoi pezzi, nel controllo della casa d4 e nella debolezza del pedone bianco in d3.
10. Ca4, Ad4!; 11. Cxd4, exd4!
Il Bianco sta male, soprattutto a causa del pedone debole in d3.
In data odierna al teatro Cervantes la cerimonia ufficiale apre la 27^ Edizione del Torneo di Linares collegato al circuito del Grand Slam. La Competizione vede diverse novità rispetto al passato. In primis non c’è più Morelia, la sede dove si svolgeranno le partite sarà solo a Linares. Per motivi economici il montepremi ha subito una riduzione, per il primo posto e diminuito di ben 25.000 Euro rispetto all’anno scorso, difatti quest’anno è di 75.000 €. La formula degli inviti passa da 8 a 6 giocatori, il manager Luis Rentero ha garantito ulteriori novità le la prossima edizione (si parla di includere Dubai). Si giocherà dal 13 al 24 Febbraio, mentre il 17 e il 22 ci sarà la consueta pausa di riposo per i giocatori. Il 25 sempre al Teatro Cervantes ci sarà la conclusione della manifestazione con la premiazione. In questa edizione non sono presenti nessun giocatore del Corus 2010, le partite live si possono seguire sul sito ufficiale. Si gioca nel pomeriggio alle ore 16,00 con 2 ore x 40 mosse, seguite da 1 ora per le 20 mosse successive e 30 minuti per finire la partita. Le foto di questo articolo sono del sito ufficiale di Linares.
Il Vincitore della 16^ Edizione è stato il Russo Alexander Grischuk, La vittoria di Grischuk a Linares 2009 è stata senz’altro una sorpresa, non tanto per il talento, indiscutibile, quanto per la sequenza di risultati relativamente anonimi cui Alexander ci aveva abituati negli ultimi anni, . E’ forse il miglior outsider per la vittoria finale.
Presentazione dei giocatori
Veselin Topalov (1975) BUL 2805 (2° Classificato della lista FIDE– 2805); Stile di gioco aggressivo, ha vinto il Campionato del Mondo nel 2005 ed è lo sfidante del prossimo Campionato contro Anand. Ha vinto il Grand Slam di Bilbao nel 2008, ed è alla sua 10^ partecipazione a Linares.
Levon Aronian (1982) ARM 2781 (5° Classificato della FIDE– 2782.3) Medaglia d’oro alle Olimpiadi di Dresda con la sua Nazionale, ha vinto molti tornei nel Grand Slam, possiede un gioco solido e granitico, e il più gettonato per la vittoria finale.
Boris Gelfand (1968) ISR 2761 (6° Classificato della lista FIDE– 2750.4) Campione del mondo Juniores nel 1986 e in Europa nel 1987, vincitore della Coppa del Mondo FIDE, è un giocatore che ama le combinazioni brillanti, sempre a corto con il tempo e nonostante il suoi Over 40’dei migliori giocatori in circolazione.
Vugar Gashimov (1986) AZE 2751 (7° Classificato della FIDE– 2740.2 Ha vinto tre Campionati nazionali del suo Paese, vincendo la medaglia d’oro al Campionato Europeo del 2009 è alla sua prima partecipazione a Linares.
Alexander Grischuk (1983) RUS 2736 (14° Classificato della lista FIDE– 2756.0) Giocatore creativo e fortissimo nella cadenza del gioco rapido e uno dei più forti giocatori giovanili che ci sia in circolazione, e il vincitore della scorsa edizione di Linares.
Francisco Vallejo (1982) ESP 2705 (30° Classificato della lista FIDE– 2708.0) E il più giovane Gm della Spagna, nel 2000 è stato Campione del Mondo Under 18, e alla sua sesta partecipazione a Linares, gioco grintoso e coraggioso incline alle patte, da tenere d’occhio il pubblico farà il tifo per lui.
Alcune immagini della 26^ Edizione del 2009 del sito ufficiale
“La Clemenza vale più della Giustizia” diceva Vauvenargues, il mio titolo vuole essere una riflessione ed una provocazione, diversi Filosofi e Teologi hanno descritto questo attributo come una virtù che innalza l’uomo verso la perfezione……. Molti artisti e poeti hanno decantato la Clemenza attraverso le loro opere, uno su tutti William Shakespeare, nel suo “Otello” fa dire ad uno dei personaggi questa meravigliosa descrizione:
La clemenza ha natura non forzata, cade dal cielo come la pioggia gentile sulla terra sottostante; è due volte benedetta, benedice chi la offre e chi la riceve; è più potente nei più potenti, e si addice al monarca in trono più della sua corona. Lo scettro mostra la forza del potere temporale, è l’attributo della soggezione e della maestà, sede del timore che incutono i regnanti; ma la clemenza sta sopra al dominio dello scettro, ha il suo trono nel cuore dei re, è un attributo di Dio stesso; e il potere terreno più si mostra simile al divino, quando la clemenza mitiga la giustizia. Quindi, ebreo, pur se giustizia è ciò che chiedi, considera questo, che a rigore di giustizia nessuno di noi troverebbe salvezza. Noi invochiamo clemenza, e quella stessa preghiera insegna a tutti noi a fare atti di clemenza. Tanto ho detto per mitigare la giustizia della tua richiesta; se la manterrai, questa rigorosa corte di Venezia dovrà per forza dar sentenza contro il mercante.
Seneca ha composto addirittura un’opera su questo tema: " De clementia " : è stata composta all'incirca tra il 55 e il 56 D.C. e rappresenta la più chiara espressione della concezione senecana del potere. Il testo è opportunamente dedicato all'imperatore Nerone come traccia di un ideale programma politico ispirato ad equità e moderazione. Seneca non mette in discussione la legittimità costituzionale del principato, nè le forme ormai palesemente monarchiche che esso ha assunto: il potere unico era il più conforme alla concezione stoica di un ordine cosmico retto dal logos, dalla ragione universale, il più idoneo a rappresentare l'ideale di un universo cosmopolita, a fungere da vincolo e simbolo unificante dei tanti popoli che formano l'impero. Il problema, piuttosto, è di avere un buon sovrano: l'unico freno del sovrano, essendo il potere assoluto, sarà la sua stessa coscienza, che lo dovrà trattenere dal governare in modo tirannico. L'ideale senecano di clemenza è una misurata commistione di indulgenza e moderazione.
I. Definizione della clemenza [1] E perché non ci inganni il magnifico nome di clemenza, e non ci conduca all'estremo opposto, esaminiamo che cosa sia la clemenza, che natura abbia e quali siano i suoi limiti. La clemenza è la moderazione dell'animo nell'uso del suo potere di punire; oppure è mitezza di un superiore nei confronti di un inferiore nell'assegnargli una pena. E più sicuro proporre più definizioni, perché non succeda che una sola definizione non sia sufficiente a comprendere la cosa e, per così dire, sia condannata per un vizio di forma; perciò, può essere definita anche un'inclinazione dell'animo alla mitezza nell'infliggere una pena. [2] Incontrerà dei contraddittori quest'altra definizione, benché sia quella che più si avvicina al vero, cioè quella in cui affermiamo che la clemenza è la moderazione che rimette entro una certa misura la pena meritata e dovuta; si obietterà che nessuna virtù fa a qualcuno meno di quanto gli sia dovuto. Eppure, tutti capiscono che questo è la clemenza, che si arresta prima di arrivare a quel grado di punizione che avrebbe potuto a buon diritto essere fissato.
II. La clemenza è la virtù che più si addice all'uomo [1] In terzo luogo ricerchiamo in che modo l'animo possa essere condotto a questa virtù, in che modo si possa rinforzarla e renderla sua con l'uso. [2] Che fra tutte le virtù non ce n'è alcuna che convenga di più all'uomo, perché nessuna è più umana, deve essere ammesso come cosa evidente non solo da noi, che vogliamo considerare l'uomo come un animale sociale e nato per il bene comune, ma anche da coloro che abbandonano l'uomo al piacere e le cui parole e azioni mirano tutte al loro interesse personale. Infatti, se l'uomo tende alla quiete e all'ozio, raggiunge il grado supremo della sua natura con questa virtù che ama la pace e trattiene la mano. [3] Non c'è nessuno, tuttavia, al quale la clemenza si addica maggiormente che ad un re o ad un principe. Così, infatti, una gran forza è motivo d'onore e di gloria se il suo potere è salutare; è, invece, rovinosa quale forza che serve solo per nuocere. Infine, è stabile e ben fondata la grandezza dell'uomo che tutti sanno essere tanto al di sopra di loro quanto agire a loro favore, della cui cura, che veglia per la salute di ciascuno e di tutti, fanno ogni giorno esperienza, al comparire del quale non fuggono qua e là, come se un animale cattivo o nocivo fosse balzato fuori dalla sua tana, ma accorrono verso di lui a gara, come se si avvicinassero ad un astro luminoso e benefico. Prontissimi ad esporsi per lui alle spade di aggressori in agguato, e a stendersi a terra sotto i suoi piedi, se egli per salvarsi dovesse aprirsi una via attraverso un cumulo di cadaveri, proteggono il suo sonno con veglie notturne, difendono i suoi fianchi mettendosi davanti ed attorno a lui; e si pongono come ostacolo ai pericoli che sopraggiungono. [4] Non è senza ragione questo consenso di popoli e città nel proteggere e nell'amare così i loro re e nell'offrire se stessi e le proprie cose dovunque lo richieda la salvezza del capo; e non è disprezzo di se stessi o insensatezza che tante migliaia di uomini si espongano alle spade nemiche per la salvezza di uno solo e riscattino con molte morti una vita sola, che talvolta è quella di un uomo vecchio e invalido. [5] Tutto il corpo è al servizio dell'anima e, benché quello sia molto più grande e molto più appariscente e questa rimanga nascosta e sia sottile e non si sappia bene dove si celi, tuttavia le mani, i piedi, gli occhi si danno da fare per essa è l'anima che la pelle protegge, è per ordine dell'anima che stiamo sdraiati o corriamo irrequieti di qua e di là; e quando essa ha ordinato, se è una padrona avida, esploriamo il mare a scopo di profitto, se è ambiziosa, già da un pezzo abbiamo messo la mano sul fuoco" o ci siamo lanciati volontariamente sotto terra. Allo stesso modo questa immensa moltitudine che sta attorno ad un solo essere vivente è governata dallo spirito di costui, è diretta dalla sua ragione e si precipiterebbe e si spezzerebbe con le sue forze, se non fosse sostenuta dalla sua saggezza.
III. La clemenza è la virtù che più si addice al principe [1] Sembra che il mio discorso si sia allontanato molto dall'argomento in esame; ma, in realtà, serra da presso il nocciolo della questione. Infatti, se, cosa che finora appare chiara, tu sei l'anima della repubblica ed essa è il tuo corpo, vedi bene, credo, quanto sia necessaria la clemenza: risparmi, infatti, te stesso, quando sembra che risparmi qualcun altro. Pertanto, bisogna risparmiare anche cittadini riprovevoli, così come si risparmiano le membra malate, e, se talvolta è necessario spargere sangue, bisogna però trattenere la spada perché non penetri più del necessario. [2] Dunque, la clemenza è, come dicevo, secondo natura per tutti gli uomini, ma si addice soprattutto agli imperatori, in quanto in loro ha più da salvare ed ha maggiori occasioni per esplicarsi. Infatti, quanto poco nuoce la crudeltà privata! La crudeltà dei principi, invece, è guerra. [3] Mentre poi fra le virtù c'è concordia, e nessuna è migliore o più bella di un'altra, tuttavia una certa virtù è più adatta a certe persone. La magnanimità si addice a qualsiasi mortale, anche a quello che non ha nessuno inferiore a sé: che cosa ci può essere, infatti, di più grande o di più forte del respingere gli attacchi dell'avversa fortuna? Questa magnanimità ha, tuttavia, un campo più vasto nella buona fortuna, e si vede meglio quando sta in alto che al livello del suolo. [4] La clemenza, in qualunque casa sarà entrata, la renderà felice e tranquilla, ma in una reggia, quanto è più rara, tanto più è mirabile. Che cosa c'è, infatti, di più bello di colui alla cui ira non si può opporre alcun ostacolo, alla cui sentenza più severa assentono gli stessi condannati a morte, al quale nessuno può presentare obiezioni, al quale, anzi, se ha dato un po' troppo in escandescenze, nessuno può neppure rivolgere preghiere, e che fa violenza a se stesso e si serve del suo potere in un modo migliore e più pacifico, pensando a questo: "Tutti possono uccidere contro la legge, ma nessuno può salvare tranne me"? [5] A una grande fortuna si addice un animo grande, poiché, se l'animo non si innalza fino ad essa e non la domina, scende al contrario al di sotto di essa. Ma è proprio di un animo grande essere sereno e tranquillo e guardare dall'alto le ingiurie e le offese. È da donne l'andare fuori di sé quando si è adirati; è proprio delle fiere, e non di quelle più nobili, l'assalire a morsi e l'accanirsi sulle vittime già abbattute. Gli elefanti e i leoni passano oltre, dopo aver atterrato la vittima; l'ostinazione è propria delle bestie ignobili. [6] Non si addice a un re un'ira crudele e inesorabile, poiché si innalza ben poco al di sopra di colui al quale si è reso uguale adirandosi; se, invece, dà la vita, se lascia la dignità a coloro che sono condotti davanti a lui in giudizio e meriterebbero di perderla, egli fa ciò che non è consentito a nessuno tranne a chi detiene il sommo potere: la vita, infatti, si toglie anche ad un superiore, ma non la si concede mai, se non ad un inferiore. [7] Il salvare è proprio di una grandissima condizione di fortuna, che non deve mai essere maggiormente ammirata che quando le capita di avere un potere pari a quello degli dèi, per beneficio dei quali veniamo alla luce, buoni e cattivi. Perciò, il principe, assumendo quella disposizione d'animo propria degli dèi, guardi con benevolenza alcuni dei suoi concittadini perché sono utili e buoni, altri invece li lasci a far numero; gioisca dell'esistenza di alcuni, sopporti quella di altri.
Frasi e Proverbi sulla Clemenza
Ragione per governare ma clemenza per perdonare: la prima è legge, privilegio l’altra. (John Dryden)
Se speri clemenza da chi sta sopra di te, concedi clemenza a chi sta sotto di te. (proverbio)
La persona che non vuole o che non può perdonare non riesce facilmente a vivere il momento presente. Si aggancia con ostinazione al passato e, proprio per questo, si condanna a sciupare il presente. (Jean Monbourquette)
Noi siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura. (Voltaire)
Chi sa perdonare, si è già vendicato abbastanza. (proverbio)
La Clemenza e il Perdono sono attributi del Divino (Erasmus)
Johann Christian Bach - La Clemenza di Scipione - Duetto
INIZIO FINE
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 febbraio 2010 )
“ L’intelligenza degli animali ” di Danilo Mainardi Lunedì 08 Febbraio 2010
“ Lo stupore del Mondo “ di Cinzia Tani Giovedì 11 Febbraio 2010
Gli incontri con gli Autori si svolgeranno presso l’Auditorium del Liceo Classico-Scientifico “ Ruggero Bonghi “, Viale Ferrovia - Lucera (FG)
Lunedì 8 e giovedì 11 febbraio 2010, alle ore 18, presso l’Auditorium del Liceo Classico-Scientifico di Lucera (viale Ferrovia, Lucera), il Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera ed il Liceo Classico-Scientifico “R. Bonghi” di Lucera, con il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Foggia – Assessorato alla Cultura - e della Città di Lucera – Assessorato alla Cultura e P.I.- celebrano un evento ormai abituale: le Giornate Mondiali del Libro e del Diritto d'autore. Ospiti delle due serate saranno Danilo Mainardi, autore del libro “L’intelligenza degli animali” e Cinzia Tani, autrice del libro “Lo Stupore del Mondo”, ambientato anche nella Lucera del XIII secolo. L’iniziativa rientra nel Progetto lettura “Incontro con l’Autore” dell’anno scolastico 2009-10 coordinato dalle professoresse del Liceo “Bonghi” Lucia Ciuffreda e Francesca Niro. Le Giornate Mondiali del Libro e del Diritto d'Autore sono un invito a valorizzare quell'eterna fertilità delle idee di cui i Libri sono rappresentanti e strumento di diffusione. Indette dall’UNESCO nel 2005, esse non sono solo un omaggio al Libro, strumento della libera espressione e della conservazione della cultura, ma anche, e soprattutto, promozione della lettura e dell’attività editoriale. Il libro, infatti, è in grado di creare contatti tra uomini di epoche e orizzonti differenti e, ponendosi come strumento della libera espressione, contribuisce a costruire e consolidare la Comunità umana mondiale e a favorire la causa dei Diritti umani; si rivela, perciò, strumento insostituibile di unione tra popolazioni e generazioni diverse, all’interno di una società orientata alla reciproca conoscenza, tolleranza e multiculturalità. L’obiettivo è evidente: sostenere e promuovere il potenziamento dell'offerta di lettura, soprattutto tra i giovani; valorizzare il contributo dei libri allo sviluppo pacifico, sociale e culturale, dell'umanità; incoraggiare tutti al piacere della lettura. Il Presidente Massimiliano Monaco
Gli Autori
DANILO MAINARDI, Etologo, ha insegnato Zoologia, Biologia ed Etologia ed è attualmente professore emerito di Ecologia comportamentale a Venezia. È’ presidente onorario della LIPU (Lega italiana protezione uccelli) e direttore della Scuola di etologia del centro Ettore Majorana di Erice. Ha all’attivo più di 200 pubblicazioni. Collabora con diversi giornali (Corriere della Sera, Sole 24 Ore) e trasmissioni televisive (Quark, Almanacco del TG1).
CINZIA TANI , Giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva e radiofonica, dal 1987, anno in cui si è aggiudicata il Premio Scanno ed è divenuta collaboratrice della Rai, ha alternato la conduzione di programmi televisivi e radiofonici alla scrittura ed alla divulgazione. Dal 2004 è Cavaliere della Repubblica.