********************************** Diversi articoli sulle attività, corsi tornei, di Notarstefano Tommaso dal Sito di Sport e News Gli Scacchi sono la "Pietra di paragone" dell'intelletto. J.W. Goethe. **********************************
Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica. (Friedrich Nietzsche)
Ecco cosa è imparare, non importa se si perde la partita, ma conta come la si perde e in che modo mutiamo noi a causa di questa sconfitta,eppoi conta quel che ne ricaviamo,qualcosa che prima non avevamo e che potremo applicare ad altre partite. Perdere in certo qual modo curioso.... è vincere ! (R.Bach).
IL MIO PENSIERO
VIVO IL PRESENTE, SOGNO IL FUTURO. MA HO IMPARATO DAL PASSATO.
Alcune parole stanno scomparendo dalle nostre conversazioni: diritti, domani, progresso, rispetto, famiglia, integrità, felicità, amicizia. Le rare volte che le si ascolta il loro significato rimane comunque ignoto, elitario....
Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente. (S.Agostino)
Il nostro sogno è quello di veder sorridere i bambini di Ixtacomitàn, uno dei 118 municipi che costituiscono lo stato del Chiapas, in Messico. Vorremmo dar vita ad una struttura sanitaria che possa accogliere le ragazze madri ed i loro bambini. Un luogo che possa dare una opportunità a chi non ne ha mai avuta una. Personale specializzato che riesca ad insegnare alle giovani mamme ed ai loro piccoli a costruirsi un futuro nella loro terra. Le suoremissionarie francescane hanno acquistato il terreno; mentre su facebook i ragazzi “Germogli di Futuro” hanno avviato una campagna mediatica di sensibilizzazione e un concerto per la raccolta di fondi…. adesso è arrivato il nostro momento, con il tuo contributo possiamo costruire l’ospedale: insieme possiamo farcela… Vedi qui il progetto integrale, grazie infinite per il tuo aiuto.
MAGIA D'AMORE
GUERRIERI DI PACE
LENTAMENTE MUORE.....
SU ALI D'AQUILA
ORME SPIRITUALI
SIAMO TUTTI CREATORI DIVINI
LA NOSTRA PAURA
VORREI ESSERE......
DOLCE SENTIRE.....
QUALCHE NOTIZIA DI ME....
COSA MI PIACE NELLA VITA
LA MIA PICCOLA CITTA'
IL MIO SITO E' UN .....
ESPLORANDO LA VITA...
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I PROVERBI SCACCHISTICI
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TOP CLASSIFICA FIDE GM LIVE CHESS RATINGS CINEMA SCACCHI IL SITO DI LUCIO TEINI
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L'OASI POETICA
"I veri amici sono quelli che si scambiano reciprocamente fiducia, sogni e pensieri, virtù, gioie e dolori; sempre liberi di separarsi, senza separarsi mai." (Alfred Bougeard) Non leggete come fanno i bambini per divertirvi,o,come gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere. G. Flaubert «La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.» (S. Quasimodo) Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano. (Emily Dickinson) Un sorriso E se ti ho regalato anche solo un sorriso... la mia giornata non è andata sprecata!
Donare un sorriso rende felice il cuore. Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante ma il suo ricordo rimane a lungo. Nessuno è così ricco da poterne far a meno nè così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro ed è segno tangibile di amicizia. Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgigli il tuo: nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo. P. Johnn Faber
Vivi Non ci sono sogni irrealizzabili, ma solo sogni non realizzati Non ci sono obbiettivi non raggiungibili,ma solo obbiettivi non raggiunti. Non esistono amori impossibili, ma solo amori non conquistati. Non esistono gli avvenimenti che accadono.Ma siamo noi a crearli. Corri dietro ai tuoi sogni, raggiungi i tuoi obbiettivi. Conquista i tuoi amori Non subire la vita... vivi. (Silvana Stremiz)
Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l'anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina la cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo d'esilio. (K. Gibran)
Preghiera di serenità Che Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare, e la saggezza di distinguere tra le due. Vivere giorno per giorno, godersi un momento per volta, accettare le avversità come una via verso la pace, prendere, come Lui fece, questo mondo corrotto per quello che è, non per quello che vorrei, confidare che Lui sistemerà tutto se mi abbandonerò alla Sua volontà. Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita e sommamente felice accanto a Lui nella prossima, per sempre. (Reinhold Niebuhr)
Vorrei tornare a sentire i miei sogni vivi dentro di me, avere nuovi stimoli che rapiscano la mia mente e la mia anima e vorrei che questo non fosse un sogno ma la mia vita. Il mondo vedrà il suo tramonto quando l'ultimo uomo smetterà di sognare Vuoi sapere quando e grande il mio cuore? Conta le stelle dell'universo. Le stelle sono piccole fessure attraverso le quali fuoriesce la luce dell'infinito. Le stelle sono illuminate perchè ognuno un giorno possa trovare la sua. L'amore è un frammento d'infinito caduto sulla terra. Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.... Finchè abbiamo dei ricordi, il passato dura. Finchè abbiamo delle speranze il Futuro ci attende. Finchè abbiamo degli amici il presente vale la pena di essere vissuto.
La vita è l'infanzia della nostra immortalità. Ogni cosa che puoi immaginare la natura l'ha già creata. Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito...... Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi. Da bambini si è se stessi e si sa e si capisce tutto, come dei piccoli profeti. Poi all'improvviso accade qualcosa e si cessa di essere se stessi, si diventa ciò che gli altri costringono a essere. Si perde la saggezza, e l'anima.(Addio, Mr.Mckenzie)Jean Rhys. La libertà è il diritto dell'anima di respirare. Bambini, imparate a fare le cose difficili; parlare al sordo mostrare la rosa al cieco liberare gli schiavi che si credono liberi. Ieri è Storia, Doamni e un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama Presente!
Quando non dai una carezza al momento giusto è come una parola persa nel vento; se neghi un bacio, è un bacio che vola via veloce come una farfalla sui fiori.Cogli quell’attimo senza lasciarlo al tempo e donali quando il cuore lo sente e un domani non avrai pentimenti !
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Spesso ci sentiamo dire che la vita è come una partita a scacchi e purtroppo molto più spesso capita che uno si chiede cosa significa! Beh, non nascondo che a volte mi chiedo anch'io se poi è così oppure che gli scacchi sono il gioco più simile alla vita e cioè una battaglia continua contro se stessi e contro il mondo (che per me è lastessa cosa). Ultimamente ci pensavo e mi chiedevo se la vita è un'unica partita a scacchi dove ogni mossa è collegata alle altre e in cui abbiamo una quantità di pezzi indefiniti che possiamo perdere, escluso il Re che resta sempre unico, oppure ogni nostra singola storia nella vita è una partita a sé!
Su questo quesito io ho optato per la prima ipotesi perchè per quanto mi sia sforzato di ricordare una storia, anche brevissima, della mia vita che non sia collegata in un modo o nell'altro a tutto ciò che la precede non sono riuscito a trovarne! Ma molto più pensavo al modo in cui tutto questo gioco che è la vita va studiato e analizzato e malgrado molti penseranno che tutto già si sa e che niente di ciò che dico è una novità, più ho riflettuto sul fatto che spesso si eseguono mosse, creando trappole e facendo movimenti all'apparenza inutili per poter raggiungere il proprio scopo senza però tenere in considerazione i movimenti dei pezzi altrui ed è questo che ci spiazza, ci porta verso la perdita di quell'equilibrio che ci eravamo creati con tanta astuzia e molto spesso ci fa perdere alcuni dei pezzi più importanti, ma come sempre io mi consolo perchè so che i pezzi sono infiniti, tranne il Re e quello c'è una sola signora che può dargli scacco matto e non è permesso a noi.
Ma allora quando si perde un pezzo importante che si fa? Si ricomincia daccapo con altre persone? Si passa ad altre mosse? No, potrebbe cambiare l'obiettivo da raggiungere, potrebbero essere deviati gli interessi verso altri pezzi della scacchiera ma secondo me l'unica cosa da fare è studiare una nuova mossa per riparare al danno subito senza che questo pesi troppo sull'andamento della partita, perchè a sbagliare mossa ci vuole poco e anche a farne una giusta, il difficile è riuscire a riparare, creare ciò che nessuno si aspetta, la sorpresa!!! Nella vita, in amore, nel lavoro, in famiglia! Una partita continua dove gli errori ci devono far solo riflettere e reagire e dove le vittorie facili devono metterci in guardia e dove bisogna imparare per prima ad essere obiettivi, riconoscendo i propri errori per poter imparare a non farne altri o almeno a provare non farne di simili.
Cerca di essere il giocatore di scacchi, non il pezzo sulla scacchiera. (Ralph Charrell)
Grazie agli scacchi ho temprato le mie tecniche, perchè gli scacchi ci insegnano ad essere obiettivi. Non si può diventare un Grande Maestro se non si impara a conoscere i propri errori e i propri punti deboli, così come nella vita. (Alexander Alekhine)
La vita e' una partita a scacchi con la realtà che cambia ogni giorno e nella quale si trova ogni volta un nuovo avversario che usa una tattica differente. (Giuseppe Prezzolini)
SCACCHI E FILOSOFIA (ANONIMO)
Il gioco degli scacchi ha sempre affascinato conoscitori e non per essere emblema di esercizio razionale puro, “scontro di cervelli” per eccellenza. Anche le avversioni da esso suscitate sono in buona parte sintomo della profonda inquietudine di chi avverte con disagio tale manifestazione di abilità intellettuale. Questo disagio non è dato tanto da un senso di inferiorità verso lo scacchista (che si può provare allo stesso modo verso qualsiasi persona competente in qualsiasi campo dello scibile) quanto dalla percezione della distanza che separa il giocatore di scacchi dal “consorzio umano”: è come se egli si isolasse dal mondo dell’esperienza quotidiana e lo mettesse fra parentesi per vivere in un mondo ideale ad esso quasi totalmente estraneo.
In questo senso si viene a stabilire nell’immaginario collettivo una naturale affinità tra la figura del giocatore di scacchi e quella del filosofo, che per il senso comune è ancora pensato sul modello del saggio platonico: in entrambi si avverte la medesima tensione ideale; entrambi sono visti come portatori di una “stranezza” che non vale la pena sforzarsi di comprendere. Non è un caso se la curiosità popolare si è sempre soffermata sugli aspetti stravaganti della vita così dei grandi filosofi come dei grandi scacchisti: quanto più li si può mettere al loro posto quali persone non completamente normali, o addirittura psicopatiche, tanto più ci si sente tranquilli. Nella nostra cultura imbevuta di tecnicismo, poi, la cosa si spiega ancora più facilmente: scacchi e filosofia rappresentano, in modi diversi, dei paradigmi di attività razionale “inutile”, cioè senza scopi pratici, nemmeno mediati; dunque, per la mentalità comune, degli esempi da non imitare di spreco di energie intellettuali.
Ciò che più infastidisce, pare, è il carattere di sforzo logico-argomentativo che tali attività comportano; non si percepisce infatti la stessa distaccata avversione nei confronti di attività altrettanto inutili ma dettate da un impulso interiore (come tutte le forme artistiche) o da pura curiosità. L’argomentare filosofico, si può anche dire, è visto come un inutile “gioco di parole”, fine a se stesso e che lascia tutto come era prima, allo stesso modo che una partita di scacchi: non rende questo mondo più bello né produce una conoscenza maggiore di esso, non è che vano esercizio logico. Ora, si può presumere che, se un analogo sospetto dei più e un’analoga estraneità al mondo comune avvicinano il filosofo e il giocatore di scacchi, l’affinità tra scacchi e filosofia non risieda solo nell’atteggiamento di chi li pratica/fa/gioca o di chi li giudica dal di fuori, ma trovi le sue radici in qualcosa di più profondo, in qualche elemento non marginale della vita spirituale dell’uomo.
Consideriamo anzitutto gli scacchi nel loro significato simbolico. Tutti sanno che essi sono una metafora della guerra, ma già qui è necessario fare una precisazione: non si tratta certo di una guerra primitiva, manifestazione di forza bruta, ma di una guerra condotta secondo regole ben precise, ove vince chi è in grado di applicare la strategia migliore . Fra le due divinità della guerra dell’Olimpo greco, modello di forza scacchistica sarebbe Minerva e non Marte; ciò è curioso, perché la forza della ragione appare in questa prospettiva come una forza “al femminile”, contrariamente a quanto si pensa di solito.
Per non uscire dal mondo classico, viene qui spontaneo pensare a quella contrapposizione fra i due aspetti, apollineo e dionisiaco, dell’ethos greco, e alla sua rilettura da parte di Nietzsche nel secolo scorso. Se lo spirito dionisiaco rappresenta la spontaneità vitale, l’istinto, mentre lo spirito apollineo rappresenta l’equilibrio, la misura razionale, gli scacchi non possono che essere l’espressione dello sbilanciamento della cultura in senso apollineo e perciò, per chi la pensa come Nietzsche, del “depotenziamento” dell’essere umano, della negazione della sfera istintuale, della prevalenza dei deboli sui forti. Da questo punto di vista anche il carattere ludico degli scacchi sarebbe una degenerazione: contrapposto al gioco del bambino, simbolo della libera creatività dell’essere umano, il gioco degli scacchi sarebbe al contrario il simbolo della schiavitù dell’uomo, della sua incapacità di evadere dalla gabbia razionale che egli stesso si è creato.
Gli scacchi, come molti sanno, simboleggiano anche dei rapporti sociali. Nella forma definitiva che noi stessi conosciamo possono essere interpretati come la cristallizzazione della società europea tradizionale suddivisa in ordini: dopo i regnanti, in ordine di importanza/vicinanza, abbiamo il clero (in inglese, l’alfiere è il vescovo, bishop), la nobiltà (sempre in inglese, il cavallo è in realtà il cavaliere, knight), la borghesia e infine i contadini (come sono detti rispettivamente in spagnolo, peon, e in tedesco, bauer, i pedoni). Come si vede, alle regole della guerra corrispondono ben determinati ruoli sociali che, data la natura del gioco, si presentano come immodificabili. Anzi, la struttura degli eserciti pare suggerire che la guerra si possa vincere solo se il popolo che la combatte rispetta l’ordine, ove questo ordine non è solo umano ma è pensato come “voluto da Dio”.
E qui veniamo all’elemento più suggestivo del simbolismo scacchistico, che è poi quello teologico-metafisico, e perciò “filosofico” per eccellenza. Gli scacchi paiono simboleggiare non solo la guerra e non solo la società, ma anche il mondo naturale: possono essere visti come una rappresentazione mitica del cosmo, cioè dell’universo ordinato. Ciò non deve stupire in quanto, fin dall’origine della riflessione filosofica, l’idea di un ordine naturale si è sviluppata da e in relazione con quella dell’ordine umano, l’idea di legge naturale da quella di legge civile. Per attenersi alle fonti del pensiero occidentale, basti rilevare che tutta la mitologia greca non è che un’interpretazione in termini umani degli eventi naturali. Nelle teogonie e cosmogonie a noi pervenute non solo i cataclismi, per esempio, sono intesi come manifestazioni della collera divina, ma la stessa unione e separazione degli elementi naturali è pensata come prodotta dalle forze contrapposte dell’amore e dell’odio, oppure come espressione di giustizia e ingiustizia, ecc. Ora, cosa hanno a che fare gli scacchi con tutto ciò?
L’accostamento è fin troppo ovvio: essi, rappresentando la guerra, la contesa, illustrano il mondo come essenzialmente dominato dalla contesa fra due principi opposti e quindi contengono simbolicamente quello che sarà il nocciolo della concezione dialettica della realtà, che da Eraclito ad Hegel ha un posto così importante nella storia della filosofia. Eraclito, padre del pensiero dialettico, scriveva: “Polemos (la Guerra) è padre di tutte le cose, e di tutte signore”. Ciò significa che non solo le cose sono in contrasto fra loro, ma che non sono nulla al di fuori di tale contrasto, e che l’armonia dell’universo non si crea eliminando il contrasto ma proprio grazie ad esso. Non sono forse gli sacchi l’espressione più limpida di tale verità?
Questa analogia può tuttavia essere arricchita. La contrapposizione sulla scacchiera è una contrapposizione netta, fra Bianco e Nero, non vi sono valori cromatici intermedi. Ciò ha anche un valore metafisico e morale insieme: i due principi che si contendono l’universo sono radicalmente in contrasto fra loro come la Luce e la Tenebra, ed il primo ha carattere positivo, è il Bene, Dio, il secondo ha carattere negativo, è il Male, il Demonio. Quasi inutile osservare come la metafora Luce-Tenebra sia stata utilizzata dal pensiero religioso in ogni tempo e luogo. Più interessante rilevare che l’immagine dei due principi contrapposti sembra più compatibile con una concezione manichea che con una cristiana (anche se quando si analizza un fenomeno culturale in termini simbolici l’interpretazione non è mai univoca, per cui non si possono escludere altre letture).
Il vantaggio del tratto lascia poi supporre una prevalenza del principio positivo su quello negativo; in realtà, però, questo è solo un vantaggio iniziale, e può essere anche interpretato pessimisticamente quale presagio della disfatta finale: nel film di Bergman Il settimo sigillo la sconfitta del cavaliere che sfida a scacchi la Morte (la quale ovviamente conduce i neri) appare come ineluttabile. Il contrasto vita-morte, comunque, può essere letto in due modi, entrambi suggeriti dal gioco degli scacchi e dallo stesso film di Bergman. In un primo senso, ovvio, Il Bianco simboleggia il principio di vita, il Nero quello di morte; in un altro senso, meno ovvio ma più in accordo con la concezione dialettica, il contrasto stesso rappresenta la vita, mentre la fine della partita, e quindi del contrasto, la morte. Lo scacco matto rappresenta lo scacco ultimo, che non si può parare e che mette fine alla contesa e perciò alla vita. Non è un caso che uno dei temi dell’esistenzialismo contemporaneo sia proprio quello dello “scacco” che ciascuno è condannato a subire di fronte alla prospettiva della morte e che è un ingrediente essenziale della consapevolezza della propria finitezza…
Inoltre, si può dare una lettura esistenziale anche del carattere esasperato che la contesa Bianco-Nero esprime. Essa infatti non coinvolge solo i due schieramenti contrapposti ma anche l’interno di ogni singolo schieramento, dato che lo stesso terreno di lotta (la scacchiera) è ambivalente, ed ogni singolo schieramento possiede, per esempio, un alfiere campochiaro e uno camposcuro. Ciò può significare, fuori di metafora, che ogni aspetto dell’esistenza è duplice e risente del contrasto fra i due principi, che per esempio la morte non è solo il limite estremo, ciò che mette fine alla vita, ma che ne è una componente essenziale (si è detto che la nostra esistenza è avvolta interamente in una “atmosfera di morte”); che ogni sentimento positivo ne include anche uno negativo, e così via. Così, il gioco degli scacchi ci si è prospettato non solo quale rappresentazione fisica del mondo, ma anche quale rappresentazione psichica della condizione umana.
Per concludere questa lettura simbolico-metafisica degli scacchi, si può fare riferimento agli scacchi come gioco ed al fatto che nel quadro prima delineato del mondo saremmo autorizzati a sentirci “pedine” di giocatori trascendenti, che determinano le nostre azioni secondo un ordine a noi sconosciuto. Interpretate quest’altro frammento di Eraclito (che richiama fra l’altro un tema di Nietzsche già riferito): “Aiòn (il Tempo) è un fanciullo che gioca, muovendo le tessere di una scacchiera; la signoria è di un bambino. MISSION IMPOSSIBLE
Ci siamo, mancano poche settimane al match per l’assegnazione del titolo mondiale 2012. Si svolgeràdal 10 al 31 Maggio a Mosca, tra l’attuale campione del mondo, l’indiano Vishwanthanan Anand, e lo sfidante, l’israeliano Boris Gelfand, in palio un cospicuo montepremi di 2.550.000 dollari. La sede di gioco è la prestigiosa Galleria Tretyakov (nella foto). Sul sito ufficiale ci sono numerosi commenti di Campioni sulla sfida, arricchito da statistiche e partite tra i due contendenti, inoltre si potrà seguire in diretta online il match.L’ultima volta che la capitale russa ha ospitato un match mondiale è stato nel 1985, quando Anatoly Karpov e Garry Kasparov si sfidarono nella Sala delle Colonne.
Dopo diversi tentativi, Anand vince il Campionato del Mondo di Scacchi FIDE nel 2000, battendo Aleksej Širov con il punteggio di 3 ½ a ½ nella finale giocata a Teheran, diventando il primo indiano a vincere questo titolo. Nel settembre 2007 Anand ha vinto a Città del Messico un torneo a sei giocatori valido per il titolo mondiale, subentrando a Vladimir Kramnik come campione del mondo dopo la riunificazione del titolo avvenuta nel 2006 con il match di Kramnik contro Veselin Topalov. Nell’ottobre 2008 a Bonn Anand ha battuto Kramnik in un match valido per il titolo mondiale col risultato di 6 ½ a 4 ½ (+3 –1 =7), confermandosi campione del mondo. Nel maggio 2010 ha sconfitto a Sofia per 6 ½ a 5 ½ lo sfidante Veselin Topalov[2], riconfermandosi nuovamente campione. (Notizie da Wikipedia)
Boris Abramovič Gelfand (rus. Борис Абрамович Гельфанд; Minsk, 24 giugno 1968) è uno scacchista israeliano di origine bielorussa, Grande Maestro. Campione europeo giovanile nel 1989, partecipò con la squadra sovietica nel 1990 alle Olimpiadi di Novi Sad come seconda scacchiera, vincendo l’oro a squadre. Ha partecipato a diversi campionati del mondo, arrivando alle semifinali nel 1996; classificatosi per il campionato del mondo a otto giocatori di Città del Messico del 2007, è arrivato terzo dietro a Viswanathan Anand e Vladimir Kramnik. Tra i risultati di torneo, le vittorie al torneo interzonale di Manila 1990, ai tornei di Wijk aan Zee 1992 e 1994, tornei di Biel 1993 e 2005, Dos Hermanas e Pamplona 1994, Belgrado e Debrecen 1995, Polanica-Zdrój 1998, open di Cannes 2002, Tilburg e Vienna 1996. Emigrato in Israele nel 1998, attualmente vive a Rishon LeZion; è membro della squadra scacchistica nazionale di Israele. Il suo rating Elo, aggiornato a novembre 2009, è pari a 2758, risultato che lo colloca al 7º posto assoluto mondiale e al primo posto nella sua nazione. Nel 2008 ha vinto due argenti alle Olimpiadi di Dresda, una con la squadra e una individuale, come prima scacchiera. In maggio 2009 ha vinto la “ACP World Rapid Cup” di Odessa, superando nell’ordine Vugar Gašimov, Dmitrij Jakovenko e nella finale Pëtr Svidler.[1] In dicembre 2009 ha vinto, battendo nella finale agli spareggi lampo Ruslan Ponomarёv, la Coppa del Mondo di scacchi 2009. Infine nel Match dei Candidati 2011 ha superato uno dietro l’altro Shakhriyar Mamedyarov, Gata Kamsky e Alexander Grischuk! (Notizie da Wikipedia)
Il Mondiale 2012 si disputa sulla lunghezza di dodici partite. In caso di parità al termine delle partite a cadenza classica, si disputerà unmini match di quattro partite rapid (25'+10"). In caso di ulteriore parità, si disputerà un mini match di due partite blitz (5'+3"). In caso di pareggio, se ne disputerà un secondo e così via fino al quinto. Permanendo l'equilibrio, si svolgerà una partita Armageddon: 5' al bianco, 4' al nero, incremento di 3" dalla 61esima mossa in poi, in caso di patta verrà dichiarato vincitore il nero. cadenza di gioco120' per 40 mosse più 60' per 20 mosse più 15' per terminare la partita più 30" di incremento per mossa dalla 61esima mossa.
CALENDARIO DI GIOCO
Day 1
10 May
Opening ceremony
19.00/20.00
Day 2
11 May
Game 1
15.00
Day 3
12 May
Game 2
15.00
Day 4
13 May
Rest day
Day 5
14 May
Game 3
15.00
Day 6
15 May
Game 4
15.00
Day 7
16 May
Rest day
Day 8
17 May
Game 5
15.00
Day 9
18 May
Game 6
15.00
Day 10
19 May
Rest day
Day 11
20 May
Game 7
15.00
Day 12
21 May
Game 8
15.00
Day 13
22 May
Rest day
Day 14
23 May
Game 9
15.00
Day 15
24 May
Game 10
15.00
Day 16
25 May
Rest day
Day 17
26 May
Game 11
15.00
Day 18
27 May
Rest day
Day 19
28 May
Game 12
15.00
Day 20
29 May
Rest day
Day 21
30 May
Tie break
12.00
Alcune partite recenti fra i due sfidanti tratte dal sito della Chessgames
L’arte, in ogni sua forma, è l’espressione sublime dell’essere.
Emil Ganesi
Emil Ganesi è in realtà lo pseudonimo di due fratelli, Giuseppe ed Erminio Milanesi, al loro primo libro. Gli autori sono disponibili a un contatto diretto con il lettore:
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La tela del ragno è un mystery che prende spunto da un crimine realmente commesso - ancora irrisolto - e trova il suo sviluppo in una storia davvero avvincente: una trama dove la suspense è alternata a momenti più riflessivi. Richard ed Elizabeth, due affermati professionisti, sono coinvolti, loro malgrado, nell’affascinante arcano di un quadro trafugato e non ancora ritrovato...
SEDE DI GIOCO: Carcere Borbonico - Montefusco (AV) REGOLAMENTO: Varranno le norme dei regolamenti FSI-FIDE vigenti al momento della manifestazione. SISTEMA DI GIOCO E SPAREGGIO: 8 turni di gioco, abbinamenti con il Sistema Svizzero. SISTEMA DI SPAREGGIO: Buchholz (totale, mediano, tagliato) TEMPO DI RIFLESSIONE: la cadenza di gioco è di 15 minuti per ciascun giocatore. Il giocatore che giungerà con oltre 15’ dall’inizio del turno avrà partita persa. CALENDARIO: termine iscrizioni ore 10:00; 1° turno di gioco ore 10:30; pausa pranzo ore 13:30 - 15:30; rimanenti turni di gioco dalle ore 15:30, premiazione a seguire.
E’ gradita la preiscrizione entro il 5 maggio su GECO. - I premi non sono cumulabili e neppure divisibili. - Il Torneo è omologabile F.S.I. e valido per le variazioni Elo-Rapid Italia. E’ necessaria la tessera F.S.I. - In sala da gioco è vietato fumare ed utilizzare i telefoni cellulari. - L'iscrizione alla manifestazione implica l'accettazione totale di quanto esposto nel presente bando-regolamento. - L'organizzazione si riserva di apportare eventuali modifiche che si rendessero necessarie per il buon andamento della manifestazione. - La partecipazione implica il consenso alla pubblicazione di Cognome, Nome, categoria, Elo, Provincia e risultati sui siti: www.avellinoscacchi.eu e sul web in generale. Informazioni e iscrizioni: Francesco Sessa, cell. 3391661369 - E-mail:
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POSSIBILITA’ DI VISITE GUIDATE - PRANZO A PREZZO CONVENZIONATO
4° Festival Internazionale
“ Torre di Bisaccia ”
25 - 27 maggio 2012 Sede di gioco: Castello ducale
La conferma delle iscrizioni deve avvenire entro le ore 15:00 presso la sede di gioco. CONTRIBUTO SPESE: OPEN A: € 35,00; Torneo B: € 30,00
Iscrizione gratuita per G.M.; I. M.; W.G.M. e per i Campioni Italiani in carica di ogni categoria. La preiscrizione è OBBLIGATORIA entro il giorno 24 maggio su GECO www.torneionline.com/tornei, dopo tale scadenza, saranno accettati giocatori non prescritti previo accertamento telefonico della disponibilità. L’iscrizione in sede di torneo, senza preiscrizione determina un incremento di € 10,00.
REGOLAMENTO
Possono partecipare ai Tornei i giocatori italiani o stranieri in possesso dei requisiti previsti dai regolamenti vigenti alla data della manifestazione. Torneo di 5 turni suddiviso in:
OPEN A Aperto a tutti i giocatori con punteggio Elo Fide o Ita, tempo di riflessione 90’ + 30’’ di incremento a mossa.
Torneo B Riservato ai giocatori con punteggio Elo Fide o Ita fino a 1649, tempo di riflessione 2 ore a giocatore, QPF. Accoppiamenti Sistema Svizzero variante Lim. Spareggio: Buccholz Cut 1, il Buccholz Tot e ARO.
L’organizzazione, nel rispetto dei regolamenti FSI e FIDE in vigore al momento della manifestazione, si riserva di apportare tutte le eventuali modifiche al presente bando che si rendessero necessarie per la migliore riuscita della manifestazione. I giocatori diversamente abili con particolari esigenze di gioco sono pregati di avvisare preventivamente l'organizzazione di eventuali esigenze organizzative. La partecipazione al torneo sottintende il consenso di ogni giocatore alla pubblicazione di alcuni dati personali (cognome, nome, categoria, Elo) nonché del risultato conseguito sui siti Internet della FSI, del Comitato Regionale, www.avellinoscacchi.eu e sul web in generale. Per i minori tale consenso è implicitamente dato dai genitori o da chi esercita la patria potestà. Il giocatore che si presenterà alla scacchiera con oltre sessanta minuti di ritardo dall’ inizio del turno, avrà partita persa.
Michael Cheval è nato nel 1966 a Kotelnikovo, una piccola città a sud della Russia. È cresciuto in mezzo a pittori, pennelli, tele e cavalletti. Suo nonno, un artista e scultore di professione, ha inculcato l'amore di Michael per il disegno fin dalla più tenera età. A tre anni poteva già disegnare composizioni con complesse e multiple figure, illustrando le sue fantasie e impressioni. Il pittore contemporaneo Michael Cheval porta avanti la tradizione dell'arte surrealista. In molte sue opere rende omaggio a Dalì e Magritte ed è chiaramente debitore di questa corrente figurativa, ma tecnicamente appartiene al movimento definito assurdista (laddove l' "assurdità" va intesa come un rovesciamento della realtà e della logica, secondo i criteri dell'autore stesso).Ha saputo sviluppare un proprio stile e delle tematiche ricorrenti, mettendole su tela con una tecnica davvero ineccepibile.Le sue figure umane, enigmatiche o grottesche, sembrano fuoriuscite da un'opera teatrale rinascimentale. Indossano abiti che rievocano le principesse chiuse nei castelli delle fiabe, i giullari di corte, i ciambellani e le dame tardo-medievali.Molto spesso il soggetto del dipinto sembra prendersi gioco dell'osservatore.In effetti non è la sola tipologia di archetipi creati da Cheval. É un artista assai prolifico, capace di fondere realtà e immaginazione in moltissime forme. Io sono stato particolarmente attratto da questo settore del suo universo pittorico, ma la sua intera produzione è degna di interesse, almeno secondo il mio modestissimo parere. Le sue intuizioni visive hanno qualcosa di speciale. Consiglio vivamente di fare una ricerca sul web o andare direttamente sul suo sito internet perchè merita un approfondimento che lo spazio limitato di questo articolo e il dilettantismo del suo autore non possono offrire.
E’ stata quasi sempre la follia ad aver aperto la strada al pensiero rinnovato, ad infrangere il potere di una consuetudine rispettabile o di una superstizione. Era molto più familiare agli uomini di una volta l’idea che, ovunque esistesse follia, vi fosse anche un briciolo di genio e di saggezza, di divino, come si era soliti bisbigliare all’orecchio. (Friedrich Nietzsche)
Una madre è l'amica più vera che possiamo avere, anche quando le difficoltà ci piombano addosso, quando la sfortuna prende il posto della prosperità; ancora lei ci starà accanto e farà sì che la serenità ritorni nei nostri cuori. (W. Irving)
Ognuno ha un paese nell'anima. È il luogo dove siamo stati più tempo. È il paese dove abbiamo trascorso l'infanzia, dove abbiamo giocato, dove abbiamo imparato la vita. Romano Battaglia (da "Il silenzio del cielo").
La vera felicità la faccio consistere nella tranquillità d'animo, nella vita pacifica in famiglia, nel rispetto e nell'affetto reciproco e in tutta l'indipendenza possibile dai fastidi che impone la società di pura etichetta. (Antonio Raimondi).
Bambino, non temere le ombre, ti fanno apprezzare la luce. Non temere la notte, ti regala le stelle e favole nei sogni. Non temere gli errori, ti insegnano la giustizia. Non temere il dolore, ti faranno uomo.(Maria Savasta).
«Le buone maniere sono espressione di animo elevato e nobiltà di cuore». Ma soprattutto sono un buon investimento, nonché un dovere civico. (Gianni Monduzzi)
La meraviglia si trova ad ogni istante... Cerca di sentire, di percepire, invece di pensare. Il senso profondo della vita si trova al di là del pensiero. (Enrique Barrios)
In fondo, siamo tutti dei bambini perduti all'interno della nostra favola personale... (Guillermo Del Toro)
Un "Matto" ormai inevitabile, costringe il giocatore bianco alla resa. La giocatrice nera osserva con aria dura ed indifferente lo spettatore mentre il bambino, proiezione di un'auspicabile rinascita spirituale, gioca malinconicamente con l'Alfiere bianco. Il gatto che, assieme agli scacchi, rappresenta l'elemento "magico-simbolico" del quadro, provoca la caduta dei trucchi dalla borsetta della giocatrice, rivelandone così l'autentica natura ipocrita. La lettura del dipinto si presta anche alla più classica allegoria che vuole la giocatrice nera identificata con la morte, tuttavia direi che il quadro lancia solo un timido ammonimento: troppo spesso cioè la consapevolezza di ciò che accade attorno a noi ci illumina solo fuori tempo massimo, ma come ci insegna il "regal giuoco", se non possiamo confutare uno scacco matto, abbiamo comunque il dovere di cominciare un'altra partita.(Sergio Alessandro Ughi)
DIAGRAMMA DELLA PARTITA
Byrne-Fischer – Campionato USA 1963
Nell'opera "il bianco abbandona" l'artista riproduce fedelmente la posizione finale (dopo 21...,Dd7) di una partita "storica", la Byrne-Fischer giocata nel Campionato degli USA nel 1963 e che si aggiudicò il premio di bellezza. Il commento di Byrne fu: " Avevo appena incominciato a chiedermi perchè Fischer avesse scelto una simile variante, così evidentemente persa per il Nero, quando, improvvisa, giunse 18...,Cxg2.Questa magnifica mossa fu come una mazzata..., la combinazione finale è di una tale genialità che, mentre abbandonavo, entrambi i GM che nella sala attigua commentavano la partita per il pubblico, affermavano che io avevo partita vinta ! "
Titolo
PARTITA A SCACCHI
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
70x80
Anno di Realizzazione
1981
Luogo di conservazione
Collezione Cassa di Risparmio di Ferrara
Questo dipinto si richiama esplicitamente al celebre film di Bergman "il settimo sigillo", dove spicca la surreale partita a scacchi tra un cavaliere e la morte.Il quadro è arricchito dalla presenza di un cattivo "suggeritore" che conduce il giocatore con i pezzi neri a sconfitta sicura, con la chiara allusione al fatto che non ha alcun senso lottare contro l'ineluttabile.
Sergio Alessandro Ughi è nato a Ferrara nel 1951. Trapiantato in Lombardia fin da bambino, attualmente vive e opera a Castelleone in provincia di Cremona. Dopo una ventina di anni è tornato ad esporre a Ferrara, dove ha presentato tra le altre l'opera "IL BIANCO ABBANDONA",e Lucio Scardino, nella presentazione critica della mostra, ha così definito le opere dell'artista: "metafore incentrate sul contrasto tra alto idealismo e brutale quotidianità, che sono nel contempo favole tragiche e poetiche simbologie". Mentre, l' 8 febbraio 2002, sul quotidiano "Il Resto del Carlino", Gabriele Turola scrive: "L'artista ferrarese riallacciandosi alla grande lezione dei preraffaelliti inglesi e dei simbolisti francesi e italiani (Moreau, Sartorio) indaga i risvolti più segreti della realtà, usando i pennelli come in una sorta di radiografia, per trasformare le sue figure in personaggi emblematici che giocano col Destino (si veda "partita a scacchi") e gli spazi che li circondano in quinte teatrali dal sapore magico e ironico....".
Altre opere di spicco: "Ragazza con fiori azzurri", "il figliol prodigo", "I tentatori", "Ophelia è stanca", "Narciso tra i narcisi", "Icaro", "Annunciazione", "Medusa pensosa", "Piccolo Dioniso", "Ritratto di Padre Teodosio Lombardi" (presso gli eredi del famoso storico francescano).
Il Parlamento Europeo dice si agli scacchi nelle scuole pubbliche!
(dal sito Scacchierando)
Questa volta Silvio Danailov e Garry Kasparov hanno colpito nel segno! La maggioranza dei parlamentari europei ha infatti firmato una "Written Declaration" che invita ad adottare il programma ECU "Scacchi nelle scuole". In futuro questa dichiarazione potrà essere un ulteriore "punto d'appoggio" per gli istruttori di scacchi per entrare nelle scuole. Riceviamo da Adolivio Capece (Ufficio Stampa FSI) e pubblichiamo volentieri un comunicato sulla notizia.
"Il 13 Marzo 2012 a Strasburgo il Parlamento europeo ha adottato il programma dell'ECU 'Scacchi nelle scuole". La "Dichiarazione Scritta" 50/2011 per l'attuazione degli Scacchi nei programmi scolastici nelle scuole dell'Unione europea è stato firmato da 392 deputati (il numero di firme necessario era 378 - 50% +1 del totale dei 754 deputati). Il numero finale di firme è previsto aumentino fino alla fine di questa sessione del Parlamento Europeo. Questa è una chiara indicazione del riconoscimento dei deputati europei danno ai i benefici che gli scacchi possono portare ai bambini. Dopo aver ricevuto il numero richiesto di firme per essere passato al Parlamento europeo, la dichiarazione scritta sarà ufficialmente comunicata dal Parlamento alla Commissione e al Parlamento di ciascuno Stato membro dell'UE insieme con l'elenco dei firmatari.
La dichiarazione invita la Commissione: - ad incoraggiare l'introduzione del programma "Scacchi nella Scuola" nel sistema educativo degli Stati membri; - a prestare, nella sua prossima comunicazione relativa allo sport, la necessaria attenzione al programma "Scacchi nella scuola" e a garantire un finanziamento adeguato a partire dal 2012; - a tenere conto dei risultati degli studi sugli effetti che questo programma ha sullo sviluppo dei bambini.
"Questo è un successo storico per il gioco degli scacchi. La data del 15 marzo 2012 passerà alla storia degli scacchi come la data in cui il gioco degli scacchi è salito su di un livello più elevato di riconoscimento da parte della società non solo come sport ma anche come una parte della formazione nel mondo moderno", ha dichiarato Silvio Danailov, Presidente dell'ECU.
Lo sviluppo e l'attuazione del programma sarà effettuata come un progetto congiunto tra l'ECU e la Kasparov Chess Foundation Europe. Tutte le attività e gli eventi collegati al progetto "Scacchi a scuola" si sono svolti sotto l'alto patronato del Presidente del precedente Parlamento europeo, prof. Jerzy Buzek, e del deputato della Bulgaria, Mr.Slavi Binev, che è il principale sostenitore del progetto e che ha introdotto la dichiarazione scritta 50/2011."
Binev, Kasparov e Danailov nella sede del Parlamento Europeo
Video di Danailov, Kasparov e Judit Polgar nel Parlamento Europeo
Si è concluso in data odierna il tradizionale Open riservato agli allievi delle scuole elementari del Comune di Lucera. Il 1° Circolo Didattico ha ospitato la manifestazione, inserita nel progetto POF “Corso di scacchi” effettuato dall’istruttore Federale Tommaso Notarstefano. Vince con pieno merito Iuliani Giovanni,(vincitore delle due edizioni precedenti, una conferma dunque) perdendo una sola partita e vincendo le altre cinque. Al secondo posto si classifica Palmieri Lorenzo, seguito da Petti Pietro. Hanno presenziato alla cerimonia della premiazione i genitori degli allievi, l’istruttore al termine della premiazione si e congratulato con gli allievi e ha dato appuntamento a tutti per la prossima edizione che si terrà con l’avvio del nuovo corso a Novembre 2012.